Ricerche a tappeto per la banda di rapinatori

di Iv. Por. e Fra.Mar.

Hanno fatto irruzione in tarda serata picchiando il padrone che hanno trovato sul vialetto della casa di Chioano di Todi. Una banda di rapinatori armati, probabilmente quattro ma non si esclude ci fosse qualcun altro ad attendere, ha depredato una villa a Chioano di Todi.

Stesso schema con piccole variazioni Lo schema è quello delle rapine delle ultime settimane (tra cui quella a Serse Cosmi), con un paio di piccole variazioni sul tema:  la prima è l’orario, mezzanotte appena, negli altri casi i rapinatori erano entrati in azione a notte fonda. La seconda sono i cani che abbiano e attirano l’attenzione del padrone di casa che decide di uscire in giardino e si trova faccia a faccia con i rapinatori che stavano aspettando il momento giusto per entrare in azione.

Botte al padrone di casa I modi duri sono gli stessi delle precedenti rapine: il padrone di casa viene preso a botte, le sue lesioni sono state giudicate guaribili in dieci giorni. Poi viene bloccato e, sotto la minaccia di una pistola, costretto a fare strada ai suoi rapinatori in casa dove c’è la moglie, che fortunatamente non viene toccata. Il bottino era ciò che di prezioso c’era: qualche migliaio di euro e diversi monili. Poi la fuga a bordo di auto, assicurandosi, come già nelle altre rapine che le vittime non possano dare l’allarme per qualche tempo.

La fuga e la paura I malviventi possono aver preso qualsiasi direzione: l’abitazione, che si affaccia su una strada della prima periferia di Todi, non è lontana dalla superstrada. Inoltre nel circondario, ci sono solo un paio di abitazioni da cui teoricamente si potrebbe notare qualche movimento sospetto. I proprietari della casa, una coppia di cinquantenni, erano soli al momento della rapina, Nessuno dei due figli erano presenti. I due sono rimasti a lungo sotto shock dopo che l’uomo è stato curato in ospedale.

Ricerche a tappeto Sull’episodio sono al lavoro i carabinieri di Todi, agli ordini del maresciallo Marcello Egidio che hanno immediatamente fatto scattare le ricerche in tutta la zona. I militari lavorano di raccordo anche con i colleghi del reparto operativo del comando provinciale e in sinergia con le altre forze dell’ordine per capire se, come da più parti si mormora,  sia la medesima banda a colpire ultimamente in provincia. L’ultimo colpo è stato messo a segno solo qualche giorno fa a San Niccolò, a Spoleto.

Professionisti in azione Nelle passate settimane altri colpi con modalità simili erano stati messi a segno a Passaggio di Bettona, a San Terenziano, a Brufa, a Spoleto. Malviventi professionisti, probabilmente stranieri, che agiscono armati, a volto coperto e con i guanti per evitare di lasciare tracce.  Minacciosi, sempre con almeno almeno una pistola, dai modi bruschi e dall’italiano stentato. Malviventi che sembrano entrare in azione solo dopo aver studiato la logistica e le vie di fuga, solo dopo essere sicuri di  sapere chi è in casa e come accedervi senza dare il tempo di dare l’allarme. Per poi svanire nel nulla, per tornare a colpire pochi giorni dopo. Almeno fin quando non saranno le forze dell’ordine a mettere a segno il colpo migliore.

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