Già arrestata per le 'baby squillo'

di F. T.

I cinque indagati per la vicenda delle baby squillo tra Terni e Spoleto sono tornati in libertà, ma le indagini sono tutt’altro che ferme. Anzi.

LA STORIA E LE INTERCETTAZIONI

L’incidente probatorio  L’atto – che si è svolto il 17 e 18 luglio- secondo gli inquirenti «ha permesso di ‘cristallizzare’ gli elementi acquisiti nel corso delle indagini svolte dai carabinieri. Le testimonianze delle persone coinvolte, confermate in toto in quella sede, hanno così assunto valore di prova». Questo ha permesso di rimuovere l’esigenza cautelare rappresentata dal pericolo di inquinamento delle prove e la misura degli arresti domiciliari a carico degli indagati è stata sostituita con quella del divieto di comunicare e di avvicinarsi agli altri indagati ed alle parti offese.

Altri clienti? Nel frattempo, però, le indagini del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri proseguono: sono stati infatti individuati altri possibili ‘clienti’ delle minori coinvolte, le cui posizioni ed eventuali responsabilità sono in fase di valutazione unitamente a quelle degli altri soggetti coinvolti nell’indagine.

Le indiscrezioni L’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando, in particolare, su tre persone: un ternano, che ha sicuramente avuto contatti con una delle ragazze ed è sul ‘tipo’ di rapporti intercorsi che i carabinieri stanno cercando di fare chiarezza. Più sfumata, invece, la situazione relativa ad altre due persone, che hanno comunque certamente avuto a che fare con il ‘giro’ sul quale si sta indagando.

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