Già arrestata per le 'baby squillo'

di Fabio Toni

Per gli inquirenti è ‘l’ape regina’, la prima a intuire che quelle giovani ‘borderline’ avrebbero potuto soddisfare gli appetiti di tanti clienti e arricchire un business già di per sé interessante.

In carcere Aurelia ‘Elisa’ Mudavoiu, 27enne di nazionalità rumena, c’è finita con una duplice accusa. La prima è di aver indotto, favorito e sfruttato la prostituzione della più ‘grande’ delle tre minorenni coinvolte nel giro portato alla luce dal pm Giuseppe Petrazzini e dai carabinieri del nucleo investigativo di Terni. La seconda è di aver fatto più o meno lo stesso – ad eccezione dell’induzione – nei confronti di un’altra giovane rumena poco più che maggiorenne. Il tutto fra Terni e Spoleto, con clienti pronti ad ospitarle in hotel e a casa.

Il contatto fra la 17enne e quella che viene ritenuta la sua ‘sfruttatrice’ nasce da amicizie comuni. ‘Elisa’ Mudavoiu – spinta probabilmente dalla gelosia – si fa dare il numero della giovane e la chiama: da pochi giorni ha scoperto che il suo compagno si vede ogni tanto con questa ragazzina e la cosa non le va giù. Le due si incontrano per la prima volta tramite un’amica e la giovane si giustifica: «Non sono io a cercarlo ma è lui che mi chiama». È il primo contatto, preludio a una conoscenza ben più approfondita.

La trasferta Durante le indagini, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata, fra le altre cose, su una trasferta in auto a Spoleto. È il marzo del 2013, ‘l’ape regina’ deve vedere due clienti e si porta dietro anche la ragazzina che all’epoca non ha neanche 17 anni. Durante il viaggio la Mudavoiu cerca di convincerla a vendere il suo corpo ai due, poi arrestati nella prima tranche dell’operazione. «Uno dei due mi disse che era d’accordo con Elisa che se fossi andato con lui avrebbe dato 50 euro a lei e 50 a me». Le parole riferite dalla 17enne agli inquirenti svelano una sorta di accordo fra Elisa Mudavoiu e il cliente, evidentemente desideroso di poter ‘conoscere’ la minore (anche se lui in fase di interrogatorio si giustificherà dicendo che «Elisa mi aveva detto che aveva 19 anni»). Alla fine il rapporto si consuma in hotel per 50 euro, dopodiché l’uomo riaccompagna la ragazza dalla sua ‘protettrice’ che l’aspetta in macchina.

La ‘protetta’ Il secondo blocco di accuse rivolte alla 27enne riguarda lo sfruttamento della prostituzione di un’altra giovane rumena, appena maggiorenne. In una delle intercettazioni raccolte dagli inquirenti, la Mudavoiu si rivolge con tono perentorio alla ragazza: «Vedi che c’è uno di sotto (sotto casa, ndR). Fattelo se vuoi, chiedi 100, apri e vedi quanto ti da». Il piglio è di chi gestisce un business, questa la convinzione degli inquirenti. Il resto è un fitto scambio di messaggi e telefonate, come quelle in cui l’ape regina dice alla giovane di «farsi bella» e di «andare incontro a lui (il cliente, ndR) che non ha capito la strada». In un’altra conversazione, la giovane si ‘vanta’ con la Mudavoiu della somma incassata da un cliente – «ho fatto 60 (euro, ndR)» – ma per tutta risposta viene aggredita: «Non dire queste cose al telefono!». Altro episodio è quello in cui l’ape regina cerca di convincere la ‘protetta’ ad accettare una prestazione ‘particolarmente estrema’, salvo poi battere cassa direttamente con il cliente.

L’ordinanza Nel motivare la misura cautelare dell’arresto, il gip Andrea Claudiani fa riferimento al «pericolo di reiterazione, rappresentato dal fatto che la donna ha ripetuto il reato con carattere di continuità, nei confronti di una pluralità di donne alcune delle quali minorenni, mostrando che da tale tipo di delitto trae in via professionale il suo reddito, nonché palesando attitudine alla sopraffazione». Lunedì pomeriggio Aurelia Mudavoiu è stata interrogata per oltre due ore dal gip Andrea Claudiani all’interno del carcere di Capanne.

Il legale A parlare per lei è l’avvocato Massimo Proietti che la difende: «Sono state respinte tutte le accuse che, per quanto riguarda la minore, si basano su dichiarazioni univoche motivate da una forte rivalità, visto che la ragazza è l’amante del compagni della mia assistita. Il quadro accusatorio è stato radicalmente ridimensionato, stiamo parlando dell’ipotesi di favoreggiamento e sfruttamento di una ragazza maggiorenne, peraltro tutto da dimostrare». La decisione del gip – se mantenere o meno le misure cautelari applicate – è attesa ad ore.

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