Già arrestata per le 'baby squillo'

Gli avevano ordinato di stare alla larga. Ma lui, evidentemente, da quell’orecchio non ci sentiva. E così A.B., pensionato ternano finito nei guai per il giro di baby squillo, adesso è agli arresti domiciliari.

L’arresto I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Terni hanno, infatti, dato esecuzione ad una misura cautelare, emessa dalla direzione distrettuale antimafia di Perugia, nei confronti dell’uomo, ritenuto responsabile di avere violato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle minorenni, per avere avuto svariati rapporti sessuali con alcune di queste.

«Ridammi i regali» A.B., violando deliberatamente le prescrizioni a cui era sottoposto, si era addirittura recato presso l’abitazione di una delle ragazze coinvolte e, recriminando per il fatto che la giovane avesse avuto rapporti sessuali anche con altri uomini, aveva preteso la restituzione di alcuni regali che le aveva in precedenza elargito.

«Facciamo sesso» Ma nel corso degli accertamenti si è però scoperto che il pensionato, consapevole che la ragazza era divenuta nel frattempo maggiorenne e ritenendo di poterne – quindi – legalmente approfittare, aveva deliberatamente violato gli obblighi a cui era sottoposto anche per proporle ulteriori incontri di natura sessuale. A.B. dopo le formalità di rito, è stato quindi sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

La storia La vicenda era emersa alla fine di aprile ed in manette erano finiti tre uomini e una donna: la madre rumena 47enne di una delle minorenni sfruttate, due uomini di Spoleto di 66 e 51 anni e un 27enne albanese residente ad Acquasparta. Le indagini si erano sviluppate anche con intercettazioni telefoniche ‘pesanti’ ed esplicative, tanto che tre clienti ternani di 78, 70 e 66 anni erano stati denunciati e il gip di Perugia Andrea Claudiani su richiesta del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Perugia, Giuseppe Petrazzini, aveva disposto per loro il divieto di avvicinamento alle minorenni.

‘L’ape regina’ La vicenda aveva portato in carcere anche  Aurelia Mudavoio – 27enne rumena – ribattezzata ‘l’ape regina’, poi finita anche lei agli arresti domiciliari. La donna, 27enne di nazionalità rumena, è accusata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di una delle tre minori – la più grande – coinvolta nel ‘giro’ e di un’altra giovane appena maggiorenne.

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