di Francesca Marruco
Quando telefonavano in hotel per farsi lasciare la camera disponibile alcune ore, meglio se con ingresso diretto in stanza, senza passare per la hall, chiedevano una «frittata» o delle «bruschette». Quando parlavano al telefono con le ragazzine invece, una soprattutto quella che avrebbe avuto più rapporti sessuali con gli uomini indagati, parlavano di «fare le pulizie». Ma gli accorgimenti non li avevano tutti, ed erano così grossolani da mostrare senza metafore lo squallore di un universo in cui una ragazzina di 17 anni si sposta in treno per prostituirsi, a volte insieme alla madre, o comunque esortata anche dalla madre, che spinta da due clienti, coinvolge anche un’altra ragazzina di 14 anni e un’altra di 15.
Intercettate Le tantissime intercettazioni riportate nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere tratteggiano un mondo che fa venire i brividi. «So tanti 17 anni e mezzo, a più o meno 14 anni ho iniziato» dice in una conversazione la ragazza che principalmente si vendeva, e uno dei clienti ternani arrestati le dice: «Quando parli non dì diciassette e mezzo, dì diciannove».
Minorenni La paura per il fatto di avere a che fare con delle minorenni è sempre presente. Tanto è vero che una volta, i due spoletini arrestati andarono alla stazione di Baiano a prendere la minorenne, ma quando si accorsero dei carabinieri se ne andarono senza neanche aspettarla.
In carcere In manette sono finiti in tutto tre uomini e una donna : la madre rumena 47enne di una delle minorenni sfruttate di cui non divulgheremo il nome per tutelare la vittima, due uomini che lavorano per una impresa funebre, Sauro Santarelli e Marco Sabatini di Spoleto di 66 e 51 anni e Sokol Vihska, un 27enne albanese residente ad Acquasparta. Altri tre clienti ternani di 78, 70 e 66 anni sono stati denunciati e il gip di Perugia Andrea Claudiani su richiesta del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Perugia, Giuseppe Petrazzini, ha disposto per loro il divieto di avvicinamento alle minorenni.
300 euro In una telefonata tra l’albanese che almeno in questa occasione ha fatto da tramite tra la diciassettenne rumena e uno spoletino, diceva: «Ha un’offerta di quelle così un po’ spettacolari», «Dimmela per vedere se mi piace» e lui le risponde:« R. ti vuole, ha detto quanto vuole lei io le do» e la diciassettenne gli dice «bene, digli che tirasse fuori 300 euro e ci vado, cosa vuoi che le dica che mi dia 50 euro e che scopo con lui? Mica sono impazzita!». Uno dei clienti ternani, il cui linguaggio usato nelle chiamate per il gip denota «intimità sessuale», una vola al telefono le dice: «quanto m’è piaciuto stamattina, me fai impazzì tu». Lo stesso che al telefono con un amico racconta: «Quando viene le pulizie non gliele faccio fa mai, me la trombo».
Nessun lavoro lecito «Mai – scrive il giudice – si è osservato che la minore si recasse a svolgere a Spoleto una qualche attività lavorativa lecita». Dunque, per pm e gip le più volte tirate in ballo «pulizie» non sono che una copertura. Del resto, pulizie in un albergo? Il gip evidenzia anche «la telefonata in cui la madre della minore invita gli uomini a parlare al telefono solo di lavoro, e non di altre cose a causa del telefono sotto controllo». Per gli inquirenti, insieme alle tante chiamate in cui la donna si mette d’accordo con i due uomini di Spoleto, è un’ammissione di responsabilità.
Accuse La 47enne rumena è accusata di aver «indotto la figlia a prostituirsi» con tre diversi uomini, «insistendo affinché la figlia si determinasse a recarsi all’appuntamento» con i due uomini spoletini, «conscia che lo stesso era finalizzato ad un rapporto sessuale prezzolato», «raccomandandosi affinchè la figlia si recasse all’appuntamento» con uno degli uomini ternani, «nonché sfruttato la prostituzione della figlia minore pretendendo dalla stessa, in più occasioni, il provento del meretricio a lei noto». La donna si prostituiva anche lei con gli stessi uomini. In un episodio ha anche coinvolto direttamente la figlia in un incontro ‘a tre’ con uno dei clienti spoletini. La donna, una volta condotta in caserma in seguito all’arresto, ha accusato un leggero malore ed è stata soccorsa e trasportata in ospedale con un’ambulanza.
Spoletini I due spoletini sono accusati « in concorso tra loro, di aver indotto, anche in favore l’uno dell’altro, e favorito la prostituzione di omissis, mediante le condotte di prometterle dazioni, in gran parte eseguite, di denaro o altre utilità, al fine di far si che la stessa compisse con essi atti sessuali». Secondo il capo d’imputazione contenuto nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, i due «prelevavano la minore a bordo delle rispettive autovetture presso la stazione ferroviaria di Spoleto, dove la minore giungeva da Terni, e condurla nel luogo dove avvenivano i rapporti sessuali prezzolati, fra i medesimi e la stessa, riaccompagnandola poi alla stazione». I due normalmente, «a mezzo di linguaggio convenzionale, prenotavano la camera di albergo dove avvenivano gli incontri».
Ternani Altri tre uomini residenti a Terni di 66, 70 e 78 anni, sono stati denunciati e per loro il gip ha disposto il divieto di avvicinamento a meno di un chilometro di distanza dalle minorenni coinvolte e da tutti i luoghi da loro abitualmente frequentati, né di comunicare con loro mediante alcun mezzo. Tutti e tre sono accusati di «induzione e favoreggiamento della prostituzione di omissis», promettendole «dazioni, in gran parte eseguite di denaro o di altre utilità, quali sigarette e schede del concorso gratta e vinci, al fine di far si che la stessa compisse con loro atti sessuali».
