Già arrestata per le 'baby squillo'

di Fabio Toni

Il tassello che mancava: Aurelia Mudavoio – 27enne rumena – già ribattezzata ‘l’ape regina’. Per gli inquirenti c’è soprattutto lei dietro al giro di prostituzione minorile portato alla luce nei giorni scorsi dalla Dda di Perugia e dai carabinieri del nucleo investigativo di Terni. La donna è stata arrestata con le accuse di favoreggiamento, sfruttamento e induzione alla prostituzione minorile.

Incastrata Il suo nome era già emerso durante la prima tranche dell’indagine. Aurelia Modavoio, detta ‘Elisa’, era finita fra gli indagati. L’arresto è maturato negli ultimi giorni con l’acquisizione di altri elementi – a partire dalle dichiarazioni rese dai clienti e dalle tre giovani coinvolte nel ‘giro’ – che hanno fornito ulteriori conferme circa il suo ruolo.

Il ‘giro’ Prostituta con un vorticoso ‘giro’ fra Terni, Roma, Rieti e Perugia, la 27enne ‘lavorava’ fra la sua abitazione – nella zona di borgo Rivo – e quelle dei facoltosi clienti che la contattavano. La propensione a ‘gestire’, oltre che ad esercitare, era emersa nei confronti di altre giovani connazionali che ‘piazzava’ di volta in volta fra i clienti, specie quando gli appuntamenti diventavano troppi anche per lei. In tutti questi casi avrebbe trattenuto una ricca percentuale sugli incassi.

Induzione Più o meno lo stesso sarebbe accaduto con la più grande delle tre baby-prostitute e, a ruota, con le altre due. Sarebbe stata proprio lei a spingere la 17enne e la 14enne ad incontrare i due clienti spoletini che si trovano tuttora in carcere. Non solo: all’epoca della ‘fuga’ da casa della più giovane delle tre, le avrebbe offerto ospitalità presso la sua abitazione, inducendola ad esercitare l’attività di meretricio.

Ruolo-chiave La sua posizione si configura come la più grave fra quelle sinora emerse nell’indagine sulle baby squillo. Per gli inquirenti è lei il ‘gancio’ delle tre giovanissime con il torbido mondo della prostituzione. Dopo le formalità di rito, la donna è stata trasferita nel carcere di vocabolo Sabbione. Lì si trova ancora la madre della 17enne con la quale, a quanto pare, non aveva alcuna conoscenza pregressa. A Spoleto sono invece detenuti i due impiegati di un’agenzia funebre finiti nel ‘giro’. E’ uscito invece dal carcere il 27enne albanese residente ad Acquasparta: il gip Andrea Claudiani ha disposto la revoca degli arresti, commutando la misura cautelare nel divieto di avvicinamento alle ragazzine. Stessa misura già applicata nei confronti dei tre clienti ternani, sentiti dal gip nei giorni scorsi.

Il comandante «Il brillante risultato conseguito – spiega il colonnello Pier Luigi Felli, comandante provinciale dei carabinieri di Terni che ha coordinato l’operazione – ha permesso di assicurare alla giustizia una donna senza scrupoli che non ha esitato ad indurre alla prostituzione anche ragazze minorenni, pur di ottenere elevati profitti economici».

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