di Chiara Fabrizi
Dalle autopsie i riscontri finali alla ricostruzione della Procura di Perugia e dei carabinieri sul primo femminicidio del 2025, quello di Eliza Stefania Feru, 29 anni, uccisa con un colpo di pistola dal marito Daniele Bordicchia, guardia giurata di 38 anni, che si è poi tolto la vita sparandosi alla tempia con la stessa arma, la Glock 17 calibro 9 di servizio trovata in camera da letto insieme al corpo senza vita di lui.
Il delitto seguito dal suicidio è avvenuto verosimilmente nella tarda serata di sabato, ma i corpi senza vita di moglie e marito sono stati trovati soltanto domenica mattina intorno alle 10 dalla mamma di Bordicchia. L’orario del decesso dei due coniugi, legati sentimentalmente da cinque anni, ma convolati a nozze del maggio scorso, è uno degli elementi che il medico legale Luca Tomassini dovrà chiarire alla Procura.
Dall’autopsia, poi, è attesa la conferma dell’assenza di una colluttazione tra Bordicchia e Feru, come le condizioni dell’appartamento di via degli Ulivi a Gaifana di Gualdo Tadino hanno fatto subito ipotizzare agli investigatori: secondo un’ipotesi fin qui considerata verosimile il 38enne potrebbe aver sparato il colpo alla nuca della moglie mentre lei dormiva sul divano del soggiorno, per poi andare in camera da letto e suicidarsi.
Sul movente del primo suicidio del 2025 resta l’ipotesi della prima ora, ovvero una crisi di coppia, che aveva spinto Feru anche a lasciare per alcuni giorni la casa di via degli Ulivi per poi farvi ritorno. Sullo sfondo il sospetto che la 29enne, operatrice sociosanitaria del Serafico, volesse lasciare il marito e che lui per impedirglielo la abbia uccisa e poi si sia tolto la vita.
