«Il solo risparmio di energia elettrica derivante dall’intervento determina un risparmio economico superiore al costo dichiarato di quest’ultimo, con un ritorno dell’investimento inferiore ad un anno». Questa l’osservazione che il Gestore dei servizi energetici (Gse) ha mosso ad Acciai speciali Terni, in occasione dei lavori eseguiti sul generatore di vapore nel 2014, che oggi costa all’azienda siderurgica non solo il mancato risarcimento danni richiesto, ma anche la condanna al pagamento delle spese, in tutto 10.000 euro tenuto conto che il Tribunale amministrativo del Lazio ha quantificato in 2.500 euro l’importo da erogare a favore del Gse all’esito del ricorso per mancata certificazione su quattro diversi interventi di efficientamento energetico.

L’intervento sul generatore di vapore Ast In particolare si trattava della sostituzione del motore di un ventilatore e l’aggiunta di un inverter per complessivi 30.500 euro. Nel 2016, dopo l’ok alla cosiddetta ‘Proposta di progetto  e programma di misura’, arrivarono sul tavolo di viale Brin il preavviso di rigetto della ‘Richiesta di controllo e certificazione’ e l’istanza di documentazione aggiuntiva. In sostanza il Gse dichiarava che «I risparmi generati dall’intervento sono non addizionali, poiché si sarebbero comunque verificati per effetto dell’evoluzione tecnologica, normativa e del mercato. In particolare, dall’esame dei costi dichiarati si evince che il solo risparmio di gas naturale (144,84 tep/anno), consente un risparmio economico significativamente superiore al costo dell’investimento dichiarato». È proprio a questo che Acciai speciali Terni si è opposta impugnando il provvedimento al Tar del Lazio, nonché chiedendo risarcimento dei danni subiti, producendo motivazioni attraverso i propri legali (Luca Raffaello Perfetti, Alessandro Salustri e Mariangela Di Giandomenico di Roma). Il collegio dei magistrati, esaminato il caso, ha però riscontrato «la legittimità sostanziale del provvedimento impugnato. Il Gse – si legge nella sentenza emessa giovedì 26 gennaio – del tutto legittimamente, ha riscontrato la carenza del requisito di addizionalità economica dell’intervento in esame, senza che possa ravvisarsi alcuna contraddittorietà. Infine, deve conseguentemente essere respinta la domanda risarcitoria, attesa la legittimità del provvedimento impugnato». Il Tribunale amministrativo ha quindi respinto il ricorso e condannato Ast al pagamento delle spese di lite in favore del Gse.

Quattro interventi senza risparmi addizionali Stessa sentenza emessa nel caso dell’intervento di ottimizzazione dell’impianto di discagliatura ad acqua, per un costo di investimento dichiarato pari a euro 10.316,00. Allo stesso modo, in quel caso il Gse ha contestato risparmi non addizionali. Nel mirino anche la revisione del sistema di alimentazione dei serbatoi di alimentazione delle lame d’acqua, per un costo di investimento dichiarato pari a euro 7.380,00. Infine il Gse ha riscontrato risparmi non addizionali anche nel caso dell’intervento di ottimizzazione del sistema di aspirazione fumi ‘Sbozzatore e finitore’ a servizio del treno di laminazione a caldo, per un costo di investimento dichiarato pari a euro 239.973,00. Tutti i lavori sui quali il Tribunale si è espresso solo in questi giorni relativamente ai provvedimenti impugnati da Acciai speciali Terni risalgono ai tempi della gestione Thyssenkrupp.

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