foto marta rosati

Frode fiscale da oltre quattro milioni di euro con le derrate alimentari. Sono tre le persone arrestate nelle ultime ore dalla Guardia di Finanza di Assisi che, nell’ambito dell’Operazione Careca coordinata dalla procura della Repubblica di Perugia, ha sgominato una presunta associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla frode fiscale e alla bancarotta fraudolenta. Una quarta persona è coinvolta nell’inchiesta, ma a suo carico è stata disposta una misura cautelare più leggera, ossia l’obbligo di dimora.

Iva intracomunitaria e società cartiera I quattro avevano la propria base a Bastia Umbra ma, secondo gli inquirenti, contavano su ramificazioni in Campania e in tutto il Centro Italia per organizzare le frodi all’iva intracomunitaria col metodo delle società cartiere attraverso le quali acquistavano merci da operatori comunitari in esenzione Iva e poi le rivendevano sul mercato nazionale omettendo il versamento dell’imposta, invece detratta dall’acquirente finale. A far scattare le indagini è stata la denuncia di un operatore comunitario che si è presentato in procura raccontando di una società perugina che gli aveva acquistato un ingente quantitativo di derrate alimentare senza mai procedere al pagamento. Da qui gli uomini delle Fiamme Gialle di Assisi hanno avviato una serie di accertamenti dai quali è subito emerso uno scenario ben più complesso.

Sgominata banda, tre arresti In particolare, gli inquirenti hanno scoperto come la società con sede a Bastia Umbra fosse inserita in un contesto criminale più articolato del quale facevano parte molte altre aziende, tutte per i finanziari riconducibili ai quattro coinvolti nell’Operazione Careca. Col metodo delle società cartiere oltre a frodare lo Stato dell’Iva intracomunitaria, i componenti della presunta associazione a delinquere erano in grado di cedere le derrate a operatori all’ingrosso a prezzi inferiori a quelli di mercato, distorcendo e penalizzando la libera concorrenza. In base alle risultanze investigative, completata la frode i quattro provvedevano a svuotare del patrimonio le società coinvolte, facendo sparire le scritture private e portandole con dolo al fallimento. I quattro sono tutti soggetti di origine campana, due dei quali residenti nella provincia di Perugia, per tre di loro il gip del tribunale di Perugia ha autorizzato l’arresto mentre per l’altro l’obbligo di dimora.

 

 

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