Il primo incontro è stato consumato, il secondo no ma a quel punto è scattata l’estorsione. E’ una storia torbida quella che ha portato al fermo di un 20enne di origini pugliesi, senza fissa dimora e con svariati precedenti penali per furto, truffa e associazione a delinquere, che vive di espedienti tra cui la prostituzione
La storia A presentarsi al commissariato di polizia di Assisi è stato un 60enne del posto che ha subito l’estorsione: agli agenti comandati dal commissario capo Francesca Di Luca ha raccontato di aver conosciuto il giovane qualche giorno prima e, dopo averci scambiato quattro chiacchiere, si era messo d’accordo con lui consumare un rapporto sessuale con lui nella propria abitazione. Dopo il primo incontro, i due si sono messi accordati per fissare un altro appuntamento, avendo il ragazzo l’urgente necessità di reperire altro denaro. Una volta arrivato a casa del 60enne, però, l’uomo si è tirato indietro.
L’estorsione Il 20enne ha reagito con rabbia e così, il giorno dopo, ha ricontattato l’uomo pretendendo i soldi del rapporto non avuto minacciandolo che, in caso contrario, lo avrebbe denunciato in quanto minorenne per pedofilia e violenza sessuale. Il 60enne, fortemente spaventato, non essendo sicuro dell’età effettiva del giovane (che effettivamente all’apparenza sembra più piccolo della sua età), ha pagato.
La denuncia Passano i giorni ma l’uomo inizia a provare un sentimento di insicurezza e frustrazione e, preso dal timore che il ragazzo sarebbe tornato alla carica, va dalla polizia e sporge denuncia. Il 20enne, una volta rintracciato dagli agenti, con molta naturalezza, non solo non ha cercato di discolparsi, ma ha confermato integralmente la versione dell’uomo.
Degrado L’ammissione è stata accompagnata dal racconto, lucido e crudo, di una storia di degrado e difficoltà economica, di disagi e violenze familiari, vagabondaggi tra centri di accoglienza e stazioni ferroviarie alla ricerca di vitto e alloggio e infine l’attività di prostituzione per soddisfare le richieste di uomini insospettabili disposti a pagare qualunque cifra per consumare rapporti sessuali.
Fermo Al termine dell’ammissione è scattato per lui il fermo di polizia giudiziaria per il reato di estorsione, che prevede la pena della reclusione fino a venti anni. Il gip, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto nei suoi confronti l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia per il periodo di un anno, salvo rinnovo, quale misura idonea a controllarne i movimenti e ad assicurarne un adeguato controllo sul territorio del circondario.

che storie tristi…segno di un degrado sociale, spaventoso!