di MA.T.
Prima gli accordi, poi le telefonate e le sollecitazioni, quindi le modifiche sopraggiunte senza il parere dei lavoratori ed ora i dubbi per la riapertura e per l’auspicata riorganizzazione. Questo il quadro tracciato dalla Cgil a proposito dell’annosa questione che pare ancora irrisolta, sul destino dell’asilo nideo di Marsciano. Mette nero su bianco la Cgil e denuncia: «Con il tredici luglio anche all’asilo nido comunale di Marsciano si concluderà un altro anno scolastico. Cosa succederà a settembre, se riaprirà i battenti e in capo a chi andrà la gestione purtroppo ancora non siamo in grado di saperlo. L’impegno assunto dall’Amministrazione con la sottoscrizione dell’accordo aziendale avvenuto in data 25 marzo 2011, tra le altre cose, prevedeva di rincontrarci a stretto giro di tempo per definire le sorti gestionali dell’asilo stesso. Cosa che puntualmente non si è verificata».
Accordi non rispettati. La denuncia della Cgil è volta anche a sottolineare gli accordi presi, nelle autorevoli sedi e disattesi. «Sempre nello stesso accordo – scrive ancora il sindacao – , che, è bene ricordarlo, è avvenuto a seguito di una conciliazione tra le parti avvenuta in prefettura, venivano individuate e concordate soluzioni per alcune criticità inerenti l’applicazione del contratto nazionale di lavoro. Alla data odierna, però, anche sotto questo aspetto, nonostante le ripetute richieste di incontro e sollecitazioni telefoniche, tale accordo rimane letteralmente inapplicato. Non solo, ma come se non bastasse l’Amministrazione, in modo unilaterale, ha provveduto a modificare addirittura l’orario giornaliero di lavoro delle educatrici».
«Questo atteggiamento non è più accettabile». L’aut aut del sindacato non si fa attendere: «Sia le lavoratrici che gli utenti hanno il diritto di sapere quali saranno le decisioni dell’Amministrazione affinchè ognuno possa fare le scelte che ritiene più opportune. Per quello che ci riguarda, come sindacato, faremo la nostra parte come abbiamo sempre fatto, a difesa del servizio pubblico e cercando di coniugare il più possibile i diritti dell’utenza con i diritti delle lavoratrici», conclude il sindacato.

