di Daniele Bovi

È avvenuto durante Alfina Lupi Orvietana-Collepepe, partita valida per la 13esima giornata del campionato di calco di Seconda categoria (girone A), l’episodio più grave registrato nel corso dell’ultimo weekend. Il match, giocato il 7 dicembre, è stato sospeso al 46′ del secondo tempo dopo che l’arbitro è stato colpito alle spalle da un giocatore; un colpo che gli ha provocato «forte dolore» e dopo il quale il fischietto «riteneva di non essere in grado di proseguire la gara».

Maxi squalifica La partita, secondo quanto stabilito dal giudice sportivo, riprenderà dal momento dell’interruzione «considerato che non risulta che l’arbitro abbia riportato lesioni tali da rendere impossibile il completamento della gara o che comunque sussistesse una situazione ambientale ostativa a ciò, non essendo segnalato nel referto alcun altro comportamento anomalo neppure da parte del pubblico». Il calciatore responsabile del gesto violento è stato ovviamente espulso e, venerdì, il giudice sportivo ha disposto una maxi squalifica fino al 30 maggio 2028.

Insulti sessisti Da registrare poi in altri campi gli ennesimi – e inaccettabili – insulti sessisti nei confronti delle arbitre. Durante il match di Prima categoria tra Real Virtus e Pontano, vinto dagli ospiti per 2 a 0, il pubblico di casa ha rivolto «ripetuti insulti sessisti» all’arbitra, con tanto di “invito” a rimanere a casa a cucinare o a svolgere «lavori di cura». Frasi che costeranno alla società una gara a porte chiuse e 600 euro di ammenda. In una partita del campionato Under 15 regionale, invece, un dirigente dell’Olimpia Umbria, incaricato peraltro di svolgere le mansioni di assistente arbitro, dopo essere stato ammonito «lanciava la bandierina rivolgendo numerosi e continui insulti sessisti» nei confronti della direttrice di gara.

Gli altri episodi Tornando a Real Virtus-Pontano, un giocatore del Real ha colpito con una manata al volto un avversario, provocandogli un taglio profondo dall’occhio alla guancia; gesto per il quale dovrà stare per sei gare lontano dai terreni di gioco. Una in meno invece per un altro giocatore della squadra che ha afferrato per il collo il portiere avversario; dopo essere stato espulso poi, ha atteso l’avversario fuori dal terreno di gioco «continuando a mantenere un atteggiamento intimidatorio».

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