Carabinieri (foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Tocca anche l’Umbria e precisamente Gubbio l’indagine dei carabinieri del Noe di Reggio Calabria che martedì mattina ha portato all’arresto dell’ imprenditore Carmelo Ciccone, vicepresidente del Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica (Conip) e legale rappresentante dell’azienda ‘RA.DI.’ s.r.l con sede a Palmi.

Gubbio La sede della Conip ha infatti sede a Gubbio, così come c’era una sede operativa a Gubbio anche della Ra.Di. Ed è nell’ufficio della ditta Ra.Di di Ciccone,  risultata di fatto deposito di documenti, che i carabinieri del Noe di Perugia guidati dal capitano Schienalunga hanno effettuato perquisizioni e acquisizioni di parecchi atti. Non risulta che la società abbia mai preso parte a gare d’appalto in Umbria.

L’arresto Ciccone è stato arrestato a Palmi per turbata libertà degli incanti ed estorsione aggravate dalla modalità mafiosa. Secondo le risultanze investigative degli uomini del Noe di Reggio guidati dal capitano Minutoli, avrebbe esercitato pressioni e minacce sulle ditte concorrenti per aggiudicarsi la gara d’appalto per la gestione dei rifiuti del Comune di San Ferdinando, nel Reggino. I carabinieri del Noe, insieme ai militari delle Compagnie di Palmi e Gioia Tauro e hanno sequestrato la società del valore di circa 20 milioni, che si occupa della raccolta dei rifiuti nei comuni di Palmi, San Ferdinando e in altri centri della Piana di Gioia Tauro.

Il sistema Le indagini avrebbero evidenziato una spartizione del territorio della provincia di Reggio Calabria  per la raccolta dei rifiuti, che impediva di sconfinare nei territori altrui per la partecipazione alle relative gare d’appalto, intervenendo, come nel caso anche su ditte siciliane che partecipavano a gare nella provincia, avvalendosi di personaggi legati a Cosa Nostra siciliana, per sondare il terreno e prendere informazioni utili sulla ditta che aveva presentato un’offerta per la gara.

L’indagine L’ordinanza di misura cautelare in carcere per Ciccone è stata disposta dal gip di Reggio Calabria Antonino Laganà su richiesta del pm della Dda Sara Ombra. L’attuale arresto scaturisce dall’inchiesta denominata ‘Black Garden’ del Noe relativa ad un traffico illecito di rifiuti che il 24 novembre 2011 portò  all’arresto dell’allora sindaco di Casignana e ad indagare il responsabile della società Zetaemme, Giuseppe Saverio Zoccali, parte lesa in questo procedimento.

A Gubbio sede operativa I beni sequestrati a Ciccone sono stati affidati a un custode amministratore, che li gestirà nel periodo del sequestro, assicurandone la funzionalità. Al momento, secondo quanto è stato possibile apprendere, a Gubbio non vi era nulla altro che una sede operativa, solo su carta, della società  Ra.Di e la sede del Consorzio Nazionale Imballaggi in Plastica.

Perché Gubbio?  Non c’era nessuno in queste sedi e secondo quanto è stato verificato dai militari, Ciccone e la Ra.Di non avevano mai partecipato ad alcuna gara d’appalto in Umbria. Ma probabilmente l’ufficio di Gubbio era propedeutico per eventuali future azioni simili. Le intenzioni della società e la scelta dell’eugubino potranno forse essere svelate dopo l’analisi dei tanti documenti sequestrati.

Smacchi: preoccupazione Secondo il consigliere regionale Andrea Smacchi, «l’operazione con la quale il Noe di Perugia ha sequestrato un’azienda calabrese con sede anche a Gubbio, arrestando il suo legale rappresentante, ripropone con forza il tema della lotta alla mafia ed alla criminalità organizzata anche in Umbria. Nel ribadire il massimo della fiducia nell’operato della magistratura – aggiunge -, che sicuramente sarà in grado di arrivare celermente alla verità dei fatti, manifesto preoccupazione per un episodio che si inquadra in un contesto economico e sociale fragilissimo e, proprio per questo, maggiormente esposto al rischio di infiltrazioni malavitose».

Conip estraneo Nel pomeriggio, una nota dell’avvocato Fiorucci, ha puntualizzato che: «l’inchiesta giudiziaria non riguarda il consorzio CoNIP, non ha nulla a che vedere con le attività svolte dal Consorzio e/o con il ruolo ricoperto dal sig. Ciccone all’interno dello stesso. Il CoNIP è un consorzio di servizi e non svolge alcuna attività imprenditoriale. Il CoNIP non ha subito alcun provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, ne’ risponde al vero che presso la sede del Consorzio sarebbero stati reperiti documenti riferibili agli indagati. La sede del Consorzio non è mai stata nella disponibilità degli indagati. Ciò posto, auspico che nell’esercizio del diritto di cronaca gli organi di informazione evitino di associare il Consorzio mio assistito a fatti cui lo stesso è del tutto estraneo ed a maggior ragione evitino di confondere le vicende di singole aziende e personaggi con una struttura che da anni opera a livello nazionale, nel pieno rispetto della legge e dell’etica».

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