di Chia.Fa.
Anziana invalida al 100 per cento esce dalla casa di riposo e muore in un fosso, verosimilmente annegata. La Procura di Spoleto ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando il reato di abbandono di incapace a carico del figlio della vittima, una 84enne di Bastia Umbra. Lui, lo scorso 31 agosto, ha accompagnato la mamma nella struttura di Cannara, dove la pensionata avrebbe dovuto restare per una settimana. Secondo l’autorità giudiziaria, infatti, la casa di riposo non sarebbe stata idonea per la donna invalida al 100 per cento e l’uomo non avrebbe adeguatamente spiegato al personale le condizioni del genitore. Una ricostruzione che il figlio, difeso dall’avvocato Simone Costanzi, respinge in toto.
Verosimilmente la notte tra il 2 e il 3 settembre scorso, questi i fatti, l’anziana sarebbe riuscita a lasciare sia la propria camera che la struttura, venendo ritrovata soltanto alcune ore dopo senza vita in un fosso, dove era presenta dell’acqua, motivo per cui l’ipotesi prevalente del decesso resta quella dell’annegamento. Sulla salma dell’anziana la Procura di Spoleto ha disposto l’autopsia, che è stata eseguita pochi giorni fa dal consulente Massimo Lancia, ma a cui ha partecipato anche il consulente nominato dall’indagato, il medico legale Sergio Scalise.
Rappresentato dall’avvocato Simone Costanzi, l’indagato ha anche depositato una controquerela alla Procura di Spoleto, sollecitando a carico dei vertici della Rsa un’inchiesta per omicidio colposo e abbandono di incapace, evidenziando quelle che a suo dire sono una serie di omissioni di vigilanza e cautele. La tesi difensiva è chiara: l’indagato non ha abbandonato sua madre, anzi l’ha portata in struttura per anziani e ha, sostiene in breve Costanzi, rappresentato correttamente le condizioni della donna, che comunque è rimasta nella struttura tre giorni prima di allontanarsi e, infine, morire tragicamente in un fosso.
