di Ivano Porfiri e Francesca Marruco
La notte prima di terrorizzare una donna di 84 anni con un coltello, legarla ad una sedia e rubarle 600 euro e i gioielli di una vita, hanno soggiornato in un hotel a quattro stelle. Si spostavano con un Audi A6 tre dei cinque albanesi arrestati per la rapina ai danni di un’anziana messa a segno venerdì scorso a Nocera Umbra. Due sono finiti in manette poco dopo il colpo a Città della Pieve, mentre altri tre sono finiti in manette a Fucecchio, Firenze. I particolari dell’operazione sono stati spiegati nel corso di una conferenza al comando provinciale dei carabinieri di Perugia dal comandante provinciale, colonnello Angelo Cuneo e dal maggiore Giovanni Rizzo che guida il nucleo investigativo.
L’appuntato Accanto a loro c’era l’appuntato della Stazione di Nocera Umbra, la cui presenza nel posto giusto al momento giusto, ha permesso di individuare e arrestare in poche ore i responsabili della rapina ai danni dell’anziana. L’appuntato ha raccontato che mentre stava andando a lavorare, ha notato una Lancia Y vecchio modello di colore blu con due uomini a bordo. Uno di loro parlava al cellulare. Entrambi sembravano strani, ma soprattutto non erano mai stati visti nella zona di Nocera. Allora si è segnato la targa e l’ha comunicata alla centrale. Poi ha deciso di fare inversione di marcia per seguirli. E’ in quel momento che ha incrociato di nuovo la macchina, che proveniva da una stradina sterrata secondaria. Ma a quel punto a bordo gli occupanti erano cinque. Mentre il carabiniere annotava il nome dell’intestatario della targa li ha persi di vista.
Le ricerche La donna dopo poco riesce a liberarsi dalla sedia in cui l’avevano legata con un suo pigiama, chiama il nipote che a sua volta avverte il 112 della rapina. La presenza di quei cinque individui in quella zona non poteva essere una coincidenza. Scattano quindi le ricerche per rintracciarli. E i militari partono dalla Lancia Y. Risulta intestata a una donna cubana residente a Città della Pieve. Una volta contattata, la donna dice di aver venduto l’auto il giorno prima a un ragazzo albanese. Non ricordando il suo nome, porta i militari fin nella sua abitazione. Che si trova a pochi metri dalla caserma di Città della Pieve. Come a pochi metri era parcheggiata anche l’auto usata per la rapina.
Arrestati i primi due Individuata l’auto e la casa, a quel punto i carabinieri entrano nell’appartamento. L’appuntato di Nocera riconosce immediatamente i due uomini che ha incrociato prima in macchina. Si tratta di Hajrdelli Fation, Arusha Edmon, che vengono subito arrestati. E che vuotano il sacco, in lacrime. Ammettono la rapina e indicano ai carabinieri del nucleo investigativo di Perugia dove andare a cercare gli altri tre complici, che si spostavano con un’Audi A6. A quel punto le note vengono diramate anche in Toscana, ed è precisamente a Fucecchio che i tre dimorano in un ostello. I carabinieri della zona li conoscono e ci mettono poco a controllare la loro assenza di oltre un giorno. Così predispongono dei servizi e aspettano che rientrino in Toscana.
Altri tre in Toscana Sono stati fermati e arrestati venerdì sera intorno alle 22 a Ponte a Cappiano. Oltre a contanti per 3 mila e 500 euro e gioielli avevano anche la ricevuta del quattro stelle di Ellera della sera prima. A Fucecchio dunque sono stati arrestati il 24enne Kulla Bashkim, con precedenti per minaccia e violazione delle leggi sulle armi, in Italia già dal 2005, Kulla Samir, 28enne e Taga Met, 26enne. Martedì le procure di Orvieto e di Firenze, hanno convalidato i loro fermi.
Pendolari della rapina Secondo i carabinieri, i cinque, di fatto disoccupati, non avevano intenzione di fare una rapina, ma un furto, visto che sono andati disarmati in casa dell’anziana. Ma questo non gli ha impedito di prendere un coltello che aveva la donna per minacciarla, per farsi dire dov’era la cassaforte. Il colonnello Angelo Cuneo ha detto che i cinque molto probabilmente hanno messo a segno anche altre rapine. Per ora ne hanno individuate alcune da Avellino al Piemonte. Pendolari dei furti.
Aumentano le microrapine Quanto all’aumento o alla diminuzione di rapine nella nostra zona, il comandante Angelo Cuneo ha sostenuto che Perugia è «è nella media. Forse con un leggero incremento delle microrapine, delle rapine per i poveri. Fortunatamente rispetto allo scorso anno il trend è migliorato, non ci sono stati episodi efferati, ma c’è ancora da fare. Per questo abbiamo disposto controlli straordinari per tutto il mese anche con il Cio di Firenze. Per prevenire controllando i soggetti sospetti. Perché è impossibile fare prevenzione sul singolo obiettivo sensibile. Anche perché chi ruba, molto spesso pensa che ogni casa singola, isolata e ben tenuta, sia sinonimo di ricchezza. Invece è proprio questo territorio ad essere costituito in questo modo».
