di C.F. e M.C.
Perquisizioni tra Terni e Massa Martana a carico di tre persone, due donne e un uomo, di età compra tra 30 e 40 anni, che orbitano nell’area anarchica umbra. L’indagine è della Dda di Perugia, titolare del fascicolo il sostituto procuratore Manuela Comodi, che indaga per istigazione a delinquere, danneggiamento e vilipendio della Repubblica a carico di due delle tre persone a carico delle quali è scattato il blitz. Non sono state trovate armi né munizioni o materiale esplosivo, ma è scattato il sequestro per due maschere antigas e diverso materiale di propaganda anche informatico che ora sarà vagliato al fine di verificare se, oltre all’adesione ideologica, ci siano elementi che possano far ipotizzare a vere e proprie azioni violente. In base alle indagini i tre facevano parte di una rete di anarchici che si estende in tutta Italia, seppur non risultano denominazioni.
Indagine sugli anarchici Al centro degli accertamenti, delegati alla Digos di Perugia e Terni e coordinati del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno, numerose scritte di matrice anarchica di incitamento alla violenza, affissioni di manifesti abusivi prevalentemente a Terni con cui veniva rivendicato l’attentato alla sede di Treviso della Lega risalente all’agosto del 2018 e una manifestazione compiuta durante il lockdown lo scorso primo maggio in piazza della Pace a Terni. Molte delle scritte sui muri sarebbero spuntate nei pressi del carcere di Terni, dove sono reclusi per terrorismo alcuni anarchici: nei testi solidarietà per le azioni violente che li hanno portati dietro le sbarre. Nel corso delle perquisizioni è spuntato il manifesto Colpiamoli a casa loro in cui compare anche una pentola a pressione e che nel novembre 2019 era spuntato in diverse zone di Terni, con cui è stato rivendicato l’attentato alla sede di Treviso della Lega e in cui si legge, tra le altre, «state combattendo per migliori condizioni del governo, ma noi vogliamo solo divertirci sulle rovine fiammeggianti delle vostre città. Voi fate politica, noi guerra sociale».
