Amanda Knox in udienza ( foto F. Troccoli)

di Francesca Marruco

«Adesso non sparire però». «Non succederà». La prima frase mettetela in bocca a Raffaele Sollecito, la seconda ad Amanda Knox. La scenografia sono i corridoi del tribunale di Perugia da cui gli ex fidanzati stavano uscendo dopo aver appena saputo di essere stati assolti. Lui raggiante, molto più di quanto non sia apparso in aula, avrebbe anche abbracciato una guardia della penitenziaria prima di lasciare palazzo di gisutizia. Lei, scossa dalle lacrime che hanno continuato a scendere copiose fino all’arrivo a Capanne. Come già era accaduto la mattina dopo aver parlato ai giudici. Aveva continuato a piangere e singhiozzare finché non era rientrata di nuovo in carcere. Sono queste le ultime cose che si sono detti prima di imboccare strade diverse, che forse potrebbero un giorno ricongiungersi, gli ex fidanzati che in primo grado erano stati condannati a 26 e 25 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher e ora sono stati assolti in appello

In carcere con auto civili per depistare i media Portati via di corsa dall’aula degli Affreschi senza neanche il tempo di abbracciare i loro genitori, Amanda e Raffaele sono stati riaccompagnati in carcere con delle normali automobili, con agenti della penitenziaria in borghese. Nei cellulari, che le televisioni di mezzo mondo hanno aspettato all’ingresso degli istituti penitenziari, non ci sarebbe stato nessuno. Loro erano già entrati da un po’ di tempo, per sbrigare le pratiche burocratiche. Impossibile ripetere lo stesso stratagemma all’uscita. Lì si sono dovuti, seppur minimamente, mostrare. Quello che invece non hanno mostrato sono i gesti d’affetto che ci sono stati tra loro due.

I baci in codice E di tenerezze, segrete, in codice, non sapremo mai quante se ne sono scambiate davvero. Quante volte avremo visto Amanda Knox e Raffaele Sollecito toccarsi il naso nelle lunghe udienze del processo d’appello? Ogni volta che lo facevano era un bacio che si mandavano. Avrebbero stabilito tra loro questo modo di comunicare segreto per non far sapere al mondo dei loro baci. Molti di più da parte di Raffaele sembrerebbe. Nelle moltissime pause delle udienze inoltre loro erano sempre insieme, non davanti alle telecamere di mezzo mondo. Soli, loro due.

La lepre e i capelli che non saltano E anche la sera della lettura della sentenza, Amanda e Raffaele hanno aspettato di entrare nell’aula degli Affreschi per scoprire il loro futuro. Lei nell’attesa ha camminato nervosamente in tondo, cambiando più volte direzione, per non perdere l’equilibrio. Raffaele, che il pomeriggio lo aveva passato in una cella di transizione nel carcere perugino di Capanne, invece che a Terni dove era stato recluso, le ha raccontato di aver visto delle lepri dalla finestra della cella e le ha chiesto se le avesse viste anche lei. «No», la risposta di Amanda. E allora Raffaele che le chiede come si dice «lepre» in inglese. «Hare», dice Amanda. « Come capelli?» chiede ancora lo studente pugliese. E lei: «Sì, ma i miei capelli non saltano».

Molti dialoghi nelle attese Molte volte avevano dialogato in quelle più o meno brevi attese, lontano dalle telecamere. Lì avevano escogitato il modo per mandarsi baci in codice. Ma mai un accenno a Meredith, al processo. Uniti e divisi. Lei che, da ragazzina che arriva in aula con la maglietta con su scritto «All you need is love» e pian piano in quattro anni di carcere si trasforma, cresce, abolisce quelle magliette per andare in tribunale. Diventa più seria. Più concentrata. Lui che come la sera della sentenza è apparso assente, frastornato, ma più spensierato. Più sorridente.

L’invito dei Knox a Sollecito Ora si trovano con le loro famiglie, lontano da carceri e riflettori, con le loro famiglie che gli fanno da scudo con i media. La zia di Raffaele ha detto che la famiglia vorrebbe aiutare quella di Meredith a stabilire la verità sull’omicidio, mentre Amanda, dall’altra parte del mondo, avrebbe detto di aver intenzione di devolvere ai Kercher tutto il denaro ricaverà dal libro che ha intenzione di scrivere. Intanto il padre di Amanda ha telefonato a Giovinazzo in Puglia, per invitare i Sollecito al di là dell’Atlantico. Di lei intanto, barricata in un bunker blindatissimo di un’isolotto dell’arcipelago di fronte a Seattle, non si sa nulla. Per Raffaele invece, parla il padre, che adesso nega maltrattamenti in questura sul figlio.