Amanda in lacrime dopo l'assoluzione in appello (Foto F.Troccoli)

di A.F.

Una condanna durissima, più grave del primo grado, che lascia senza parole non solo i due imputati, ma anche la famiglia di Meredith. «Impietrita» Amanda Knox, quando Oltreoceano ha appreso la notizia dei 28 anni e sei mesi di carcere decisi dalla Corte di Firenze. «Annichilito» Raffaele Sollecito, condannato a 25 anni di reclusione nell’appello bis, è stato presente in aula nella mattinata ma ha lasciato l’aula prima della lettura del verdetto. «Non sapevamo cosa aspettarci. Siamo ancora sotto choc», ha commentato invece Stephanie Kercher, sorella di Meredith, che ha ascoltato la sentenza in silenzio, sedendo nei banchi delle parti civil nella maxiaula di Firenze.

Amanda: «Spaventata e rattristata» «Sono spaventata e rattristata da questa sentenza ingiusta», ha detto la Knox, intervistata dalla Abc. Questa dura condanna «non è una consolazione per la famiglia Kercher», e credo che tutta la vicenda sia «sfuggita di mano».

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Il pg e Lumumba soddisfatti «L’unica dichiarazione a caldo dalla quale traspare una cauta soddisfazione è del procuratore generale Alessandro Crini. «È stato riconosciuto il nostro impianto accusatorio», ha detto il magistrato che ha sostenuto la pubblica accusa nel procedimento fiorentino, che ha poi precisato: «Non siamo mai soddisfatti di infliggere condanne». «Ero convinto di una conferma della sentenza, Amanda sa cosa è successo», ha invece commentato Patrick Lumumba.

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Bongiorno: «Sentenza mediatica» All’uscita dell’aula si pensa già al prossimo grado di giudizio. A un nuovo ricorso in Cassazione. A margine della lettura del dispositivo, Giulia Bongiorno, uno dei legali di Raffaele Sollecito, ha parlato di «sentenza mediatica» e, riferendosi agli esiti delle indagini scientifiche, ha ricordato che «esiste una perizia che esclude la presenza nella stanza» del ragazzo pugliese. «Questo processo – ha detto – è andato benissimo, poiché assolutamente vuoto di prove e di indizi. Esiste una perizia che esclude la presenza nella stanza di Raffaele». «Provo una sofferenza per Raffaele – ha continuato – ma non parlerò mai di accanimento perché rispetto la giustizia». E per un ricorso in Cassazione ha ribadito: «Ci sarà ancora un ping pong».

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Ghirga: «Andremo avanti» « Guarda avanti anche l’avvocato di Amanda Knox, Luciano Ghirga, che ha già parlato di nuovo ricorso in Cassazione per la sentenza dell’appello bis appena pronunciata. «Sono dispiaciuto per me e per Amanda», che ha descritto come stanca e stressata. Citando un proverbio perugino ha poi detto: «Il coraggio non ci manca, anche se il ricorso dopo il rinvio è articolato e difficile. Abbiamo ancora un percorso stretto, ma lo affronteremo, la lunga camera di consiglio della Corte – ha concluso Ghirga – significa che in questa vicenda ci sono degli argomenti controversi». Ricorso che si preannuncia in salita, dato che la Cassazione potrebbe basarsi nuovamente sulla sentenza della stessa corte pronunciata lo scorso 25 marzo.

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Boccali: «Meredith e Perugia le vittime» La prossima tappa saranno le motivazioni della condanna, attese entro 90 giorni e poi, come detto, un probabile nuovo grado in Cassazione. La vicenda rimane ancora aperta, soprattutto per Perugia. Lo sottolinea a caldo su Facebook il sindaco, Wladimiro Boccali. «Una vittima assoluta: Meredith – scrive -. Poi altre tre giovani vite, comunque compromesse per sempre. Altra vittima è la nostra città, Perugia, violentata nell’immagine e segnata nel profondo da una vicenda triste e dolorosa, che si trascina da troppi anni».