È stata pubblicata a inizio settimana l’ordinanza con la quale il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Alberto Liguori che tornerà quindi a ricoprire il ruolo di procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Terni.
Liguori di nuovo a capo della Procura di Terni Il Tar del Lazio due mesi fa aveva respinto l’istanza cautelare avanzata dal magistrato tramite il proprio legale Gianluigi Pellegrino del Foro di Roma, contro la delibera assunta a inizio anno dal Csm di non confermare il calabrese al vertice di palazzo Gazzoli, a seguito delle chat tra Liguori e l’ex presidente dell’associazione nazionale magistrati, Luca Palamara. Oggi il Consiglio di Stato si pronuncia definitivamente e lo riammette a capo dell’ufficio ternano. «Ferma restando l’autonomia del potere di valutazione e apprezzamento spettante all’organo di autogoverno – si legge nelle motivazioni – la delibera contestata non giustifica adeguatamente il peso determinante assegnato alla partecipazione del ricorrente a talune conversazioni telefoniche (chat) con altri magistrati, taluni dei quali poi sottoposti a procedimenti disciplinari, senza spiegare la decisiva preponderanza di tale fatto rispetto agli altri indicatori, tutti largamente, positivi emersi dall’istruttoria»
Le motivazioni «I contenuti delle citate chat – si legge in un alro passaggio – non risultano idonei a determinare anche in astratto un appannamento della funzione di Procuratore della Repubblica di Terni e incidere in alcun modo sull’ufficio che dirige». L’appello cautelare – è indicato pertanto nell’ordinanza del Consiglio di Stato – deve essere conseguentemente accolto e il ricorrente ripristinato nella posizione direttiva di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Terni, salvi gli ulteriori provvedimenti che il Csm adotterà all’esito del procedimento di conferma.
