Risiedeva alla Caritas di Orvieto Elso Baschini, 73enne pluripregiudicato che, secondo la questura di Firenze, la sera del 4 novembre ha sparato al segretario di monsignor Giuseppe Betori, don Paolo Brogi, all’interno del cortile della curia fiorentina. L’uomo, originario di Udine ma domiciliato a Firenze e, come detto, residente alla Caritas orvietana, è stato fermato venerdì intorno alle 14. Da lì è partito un lunghissimo interrogatorio che ha portato al fermo, scattato intorno alle 3 del mattino quando in questura è giunto il procuratore Giuseppe Quattrocchi, che ha coordinato le indagini insieme al pm Giuseppe Mione. Secondo quanto trapelato subito dopo l’aggressione in curia ai danni del segretario del monsignore nato a Foligno, Baschini, controllato e pedinato da circa un mese dalla Digos, avrebbe cercato di cambiare aspetto tingendosi di castano capelli e sopracciglia e tagliandosi barba e baffi.
Aggressione pianificata L’aggressione a Betori e Brogi sarebbe stata accuratamente pianificata. A testimoniarlo le foto del portone della curia, trovate in uno dei cellulari, dal quale poi Baschini la sera del 4 novembre. La prima foto risale al marzo 2010 mentre l’ultima al 12 ottobre, segno di numerosi sopralluoghi per studiare la zona. In più occasioni poi Baschini avrebbe telefonato alla segreteria dell’arcivescovo, fatto emerso dalle risultanze effettuate sui tabulati telefonici. Secondo gli inquirenti il presunto aggressore aveva numerosi contatti con il mondo della Chiesa. Baschini si sarebbe detto «discepolo» di don Danilo Cubattoli, noto prete fiorentino e cappellano del carcere di Sollicciano, morto anni fa.




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