Ha aggredito la compagna convivente facendola cadere a terra, colpendola con diversi pugni al volto e stringendole il collo con una mano. Poi le ha sottratto il telefono cellulare per impedirle di chiamare le forze dell’ordine. Con queste accuse, per fatti avvenuti a Perugia nel marzo 2025, un 29enne originario del Ghana è imputato di lesioni personali e furto. La donna ha riportato la frattura delle ossa nasali e altre lesioni giudicate guaribili in 20 giorni.
L’aggressione Secondo la ricostruzione contenuta nel capo d’imputazione della Procura di Perugia, l’uomo avrebbe inizialmente afferrato la compagna per una mano, facendola cadere a terra. L’avrebbe quindi colpita con diversi pugni, uno dei quali al volto, provocandole la fuoriuscita di sangue dal naso e dal labbro. L’aggressione sarebbe proseguita con una stretta al collo. Una sequenza di violenze che, per l’accusa, avrebbe provocato alla donna lesioni personali.
Le ferite La vittima, dopo l’aggressione, si era rivolta al pronto soccorso dell’ospedale di Perugia. I medici avevano riscontrato una «frattura delle ossa nasali, cervicomialgia da contraccolpo», con una prognosi di 20 giorni. Lesioni che hanno portato la Procura a contestare al 29enne il reato previsto dall’articolo 582 del Codice penale.
Il telefono All’uomo (difeso dall’avvocato Massimo Brazzi) viene contestato anche il furto del cellulare della convivente. Per l’accusa, il 29enne si sarebbe impossessato del dispositivo per impedirle di contattare le forze dell’ordine e chiedere aiuto. Una condotta che la Procura ha qualificato come furto.


