L’Agenzia forestale regionale non ha più un vertice. In un comunicato infatti Massimo Bianchi annuncia di essersi dimesso da amministratore unico «per evitare – scrive -probabili tensioni e speculazioni nei confronti dell’Agenzia in un momento nel quale la stessa si sta stabilizzando positivamente dopo due anni di difficile inizio attività». Le dimissioni sono causate dal coinvolgimento di Bianchi nell’inchiesta della procura della Repubblica di Perugia che contesta a sei persone, tutte indagate, l’aver usato per scopi personali mezzi e uomini della comunità montana del Trasimeno, della quale Bianchi era il numero uno.

I DETTAGLI DELL’INCHIESTA

Acqua per 10 mila euro In particolare gli inquirenti contestano a Bianchi l’aver ricevuto gratuitamente autobotti di acqua per circa diecimila euro. Forniture «regolarmente pagate» secondo l’ex presidente: «Rispetto alla contestazione che mi è stata mossa – spiega sempre Bianchi – credo di essere già stato in grado di dimostrare la mia totale estraneità rispetto al fatto contestato». I sei, difesi tra gli altri da Luciano Ghirga e Giuseppe Innamorati, all’inizio di dicembre sono comparsi di fronte al gip Lidia Brutti per l’interrogatorio di garanzia che precede la decisione del giudice in merito alla sospensione dal lavoro richiesta dall’accusa. Decisione che ancora non è arrivata.

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