di Fra.Mar.
Era già stato indagato nell’ambito di un provvedimento che lo collegava alle ‘ndrine calabresi. Per questo il 40enne perugino, che la guardia di finanza di Perugia ha scoperto essere un evasore totale, era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale ai sensi della legge antimafia. E proprio grazie a questa misura e alla meticolosa attuazione della stessa da parte del Gico del nucleo di polizia tributaria di Perugia, sono stati scoperti ingenti capitali di provenienza illecita.
Maxi evasione I finanzieri hanno appurato che il 40enne aveva acquisito e rilevato diverse società di capitali a lui direttamente ed indirettamente riconducibili, accantonando tra l’altro ingenti somme di denaro che in sede di contestazione non è stato in grado di giustificare. L’operazione ha consentito anche di ricostruire capillarmente da un lato l’aspetto economico – patrimoniale e quello tributario – fiscale dall’altro del soggetto, individuando così lui come evasore totale e una delle società a lui facenti capo seuq come evasore paratotale.
Per l’accertamento, ai fini delle Imposte dirette, sono stati elementi positivi di reddito non dichiarati per un totale di circa 700 mila euro con un’ iva di circa 90 mila euro e una base imponibile sottratta a tassazione – ai fini Irap – per un totale di circa 400 mila euro.
Non c’è più criminalità organizzata in Umbria Ingenti somme di denaro di provenienza illecita dunque che avrebbero potuto influenzare negativamente il mercato regionale, e che, inevitabilmente avrebbero portato i tentacoli delle organizzazioni malavitose da cui provengono in Umbria. Accertamenti come questo però prevengono che ciò si verifichi. Come ha spiegato lo stesso colonnello Vincenzo Tuzi, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Perugia, a Umbria24.it, «Questo non è un segnale che c’è più criminalità organizzata in Umbria, è un’attività preventiva che noi svolgiamo secondo quanto prescritto dalla legge. Evitiamo a questi capitali illeciti di entrare nel mercato della regione».
Il fattore distorsivo « Il comando provinciale delle fiamme gialle di Perugia – si legge in una nota dello stesso – ha da sempre considerato l’infiltrazione della criminalità organizzata come un ‘fattore distorsivo’ del sistema economico, in grado di inquinare lo sviluppo ed il libero andamento del mercato nonché di accumulare illecitamente ingenti patrimoni da parte di organizzazioni criminali straniere»

