di Mas.Col.
Erano stati arrestati a metà febbraio nell’ambito dell’operazione Acciaio d’oro, ora il giudice per le indagini preliminari Simona Tordelli ha disposto la scarcerazione. Tutti e tre passano al regime degli arresti domiciliari.
La decisione La decisione del giudice è arrivata nel tardo pomeriggio di giovedì, su istanza presentata dal sostituto procuratore di Terni Elisabetta Massini. Il tutto a poche ore dalla decisione del Tribunale del Riesame, che venerdì mattina avrebbe poi discusso l’istanza presentata dai legali difensori dei tre finiti in manette. Il gip Tordelli ha così definito la scarcerazione dei tre (Corrado Chiacchierini, Costantino Cappelletti, Simone Leggerini), passati ora al regime degli arresti domiciliari.
La difesa «Si tratta di una decisione molto importante – spiega l’avvocato Francesco Mattiangeli, legale di Chiacchierini – perché ridimensiona in modo consistente il quadro probatorio mosso nei confronti del mio assistito, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti».
L’indagine L’operazione Acciaio d’oro il 19 febbraio scorso ha portato all’arresto di sei persone, dopo il lavoro di indagine portato avanti dalla Forestale coordinata dal pubblico ministero Massini. L’accusa parla di materiale di scarto ferroso che, invece di essere rilavorato all’interno della filiera Ast, era trasportato fuori da viale Brin e rivenduto in maniera illegale. Tutti e sei gli arrestati dunque, dopo la decisione del gip, sono ai domiciliari, visto che sin dall’inizio gli altri tre avevano subito questo tipo di misura cautelare.
