mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 09:38

«Abusiva la Bcc di Norcia aperta dopo il sisma»: chiuse le indagini su Alemanno e Meschini

Prefabbricato installato senza titoli, avviso anche ad altri tre. Proroga di sei mesi per ricostruire i rapporti tra il sindaco e la banca

Il sindaco di Norcia Alemanno. Foto Chiara Fabrizi

di Chiara Fabrizi

«Abusiva la filiale Bcc di Norcia aperta dopo il sisma». I sostituti procuratori Patrizia Mattei e Michela Petrini hanno chiuso il fascicolo d’indagine a carico del sindaco Nicola Alemanno, del presidente della Bcc di Spello e Bettona Massimo Meschini e di altre tre persone per il prefabbricato «autorizzato in via d’urgenza» il 14 novembre 2016 dal primo cittadino. Dal plurimodulo della Bcc spuntato in un’area vincolata sono scaturite indagini sui rapporti tra Alemanno e l’istituto credito umbro, per le quali la procura di Spoleto ha ipotizzato le accuse di corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: sul secondo e più pesante filone d’inchiesta è scattata la proroga delle indagini.

Nell’avviso notificato nei giorni scorsi ad Alemanno, Meschini e altre tre persone vengono contestate violazioni al Testo unico dell’edilizia e al Codice dei beni culturali per il prefabbricato «con base in calcestruzzo in un’area sottoposta a vincolo sismico e paesaggistico, ricompresa nel Parco nazionale dei Sibillini e nei siti Natura 2000, senza il necessario permesso a costruire e in assenza della preventiva valutazione di incidenza ambientale». In questo senso e secondo la procura di Spoleto, per installare il plurimodulo della filiale di Norcia della Bcc mancava anche «l’autorizzazione paesaggistica» e il «parere sismico». Le accuse sono analoghe a quelle del procedimento per il PalaBoeri sul tavolo del gup e di quello di Casa Ancarano che si sta celebrando davanti al giudice monocratico del tribunale di Spoleto, con la procura di Spoleto che contesta l’autorizzazione con le procedure d’emergenza per opere che avrebbero dovuto seguire l’iter ordinario, non trattandosi di interventi ricompresi in quelli per i quali la normativa emergenziale prevede l’ok con solo atto del sindaco, come ad esempio casette e scuole. A dover rispondere delle violazioni per la filiale sorta in area vincolata senza autorizzazioni anche Fabio Brandimarte proprietario di una parte dell’area, Simone Peppoloni e Ileana Corradetti rappresentanti legali delle ditte che hanno invece eseguito i lavori di installazione del plurimodulo, nel frattempo rimosso. I cinque sono difesi dagli avvocati Luisa Di Curzio, Fernando Mucci, Alessio Mazzoli e Sonia Neri.

@chilodice

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