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Uno dei reati più tremendi, quello per cui è stato condannato in appello un uomo italiano 60enne, all’epoca dei fatti residente a Bastia Umbra. All’alba di lunedì, gli uomini della Terza sezione della squadra mobile (preposta ai reati contro la persona), diretti da Marco Chiacchiera e coordinati dall’Ispettore capo Sergio Ragni, ha eseguito il provvedimento di condanna, a firma del sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello di Perugia Giancarlo Costagliola, a carico dell’uomo.

I fatti Secondo la condanna, il 60enne in diverse occasioni, e più precisamente nel 2001, una seconda volta nel 2001, nel 2002 ed infine nel 2004, si è reso responsabile di violenze sessuali nei confronti del proprio figlio secondogenito, che al tempo dei fatti aveva 7 anni.

Insospettabile Fu la madre del bambino, compagna dell’uomo, a presentare la querela presso i carabinieri di Bastia e, a seguito di questo, la loro relazione si concluse. L’indagato, incensurato e tra i cosidetti ‘insospettabili’, venne immediatamente allontanato dal nucleo familiare ma solo ora, dopo dieci anni e una condanna in Appello per lui si aprono le porte del carcere.

La pena emessa dopo due processi è di 3 anni e 6 mesi di reclusione, oltre alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dall’Ufficio di curatore e di tutore, evidentemente ritenute incompatibili con i gravissimi reati commessi.

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