di Barbara Maccari
Arrestati per spaccio di hashish a Città di Castello tre rumeni, due uomini e una donna, nell’ambito dell’operazione «Piazza pulita uno». Fondamentali per la cattura le segnalazioni dei cittadini.
Dopo due mesi di indagini, appostamenti, pedinamenti e registrazione di filmati incriminanti il personale del nucleo operativo e radiomobile della compagnia dei carabinieri di Città di Castello è riuscito ad arrestare tre cittadini rumeni per spaccio di stupefacenti: due uomini A.C. di 21 anni, B.S. sempre 21enne, e una donna G.P.A. di 38 anni. Gli uomini erano immigrati di recente nel comune tifernate, la donna invece, un passato da ex badante nel comune di San Giustino dove aveva ottenuto anche la residenza, era da diversi anni in Italia.
L’operazione denominata «Piazza pulita uno» ha interessato i rioni Mattonata e Prato ed è partita grazie alle centinaia di segnalazioni giunte ai carabinieri da parte dei cittadini del luogo, stufi di vedere sotto casa spacciare, soprattutto in via San Florido e in via della Mattonata. I tre, amici, avevano preso in affitto un appartamento nel centro storico, appartamento che fungeva da base logistica e da centrale operativa dello spaccio, appartamento che non lasciavano mai libero ma che sorvegliavano a turno.
I carabinieri in abiti civili, dopo averli monitorati per mesi ed aver interrogato i clienti che confermavano di aver comperato da loro le sostanze, hanno sorpreso due dei tre giovani mentre cedevano 2 grammi di hashish ad un ragazzo del luogo, segnalato poi alla prefettura quale assuntore. Successivamente i militari hanno fatto irruzione nell’appartamento dove hanno rinvenuto 50 grammi di hashish già confezionato e pronto allo spaccio e nascosto sotto ad un letto, una somma di denaro di 700 euro, probabilmente il presunto provento dello spaccio, e quattro telefoni cellulari.
Il «modus operandi» dello spaccio era semplice, un pacchetto di sigarette a scorrimento con un’apertura laterale dove c’era la droga, così si agganciavano i clienti, fingendo di offrirgli una sigaretta. Spaccio che è avvenuto in alcuni casi anche a clienti minorenni. Sono ancora in corso le indagini perché gli inquirenti ritengono esserci almeno altri due complici della banda. I tre sono stati portati nel carcere di Capanne ed il loro avvocato è Patrizia Conti.

