Con l’invecchiamento del parco auto in Italia, aumenta il rischio che, dopo un sinistro, l’assicurazione dichiari la riparazione del veicolo “antieconomica”, sostenendo che il costo superi il valore commerciale del mezzo e offrendo quindi un indennizzo inferiore al danno reale.
Per il consumatore ciò comporta spesso due problemi: non poter riparare l’auto con la somma ricevuta e non poter acquistare un veicolo equivalente, restando così ulteriormente danneggiato pur essendo vittima incolpevole del sinistro.
Tuttavia, vige il principio del risarcimento integrale: il danneggiato deve essere rimesso, per quanto possibile, nella situazione precedente al sinistro stradale. Anche la Corte di Cassazione (ord. n. 10686/2023) ha chiarito che il superamento del valore commerciale non esclude il diritto alla riparazione, purché non vi sia un ingiusto arricchimento.
L’invecchiamento dei veicoli non può ridurre le tutele dei consumatori: il risarcimento del danno non è una concessione della compagnia, ma un diritto dell’automobilista.
