di Gordon Brasco
Ogni regista ha una sua fissazione. A volte si manifesta per un vezzo artistico (pensate ai cameo di Alfred Hitchcock), oppure attraverso la scelta di un attore particolare (come Johnny Depp per Tim Burton) o per un fil rouge che lega ogni lavoro l’uno all’altro. Clint Eastwood ha usato ogni tipo di tecnica cinematografica conosciuta, reclutato qualsiasi attore che potesse risultare perfetto per il cast e quindi delle opzioni riportate sopra rimane solo la terza. Qualcuno dirà che per il nostro texano dagli occhi di ghiaccio il punto in questione in ogni suo film è il racconto dell’eroe: le sue difficoltà, la lotta per prevalere, il sacrificio. Tutte osservazioni giuste ma se ci volessimo addentrare di più nelle suggestioni dell’ispettore Callaghan potremmo anche dire che in realtà la narrazione dell’eroe è solo la parte superficiale della storia, quello che Eastwood cerca di riproporre in continuazione non è tanto il gesto o il risultato di grandezza che ne consegue, ma piuttosto come un atto straordinario esploda dentro la vita di chi lo compie, travolgendolo, sovvertendo equilibri delicati che poi andranno ricostruiti con fatica. Sully è il film con cui Eastwood ci spiega esattamente cosa vuol dire per lui raccontare l’eroe attraverso un biopic, come tanti ne ha fatti, ma mai come in questo caso così denso di riflessioni intime e di normalità; perché il punto non è che l’eroe per essere tale debba per forza essere uno sportivo straordinario, un supercecchino o una pugile venuta su dal nulla, basta mettere a frutto le proprie conoscenze e abilità nel momento giusto per fare la differenza.
Tom Hanks è perfetto Questo non vuol dire che poi non si debbano affrontare le conseguenze delle proprie azioni, anzi… tanto più straordinario sarà il risultato e tanto più la nostra vita ne risulterà stravolta. Tom Hanks è perfetto nella parte del pilota Chesley Sullenberger: un tizio che se non avesse fatto ammarare un aereo sul fiume Hudson salvando centocinquantacinque persone sarebbe finito come tanti altri piloti in pensione a raccontare buffe storie di atterraggi con vento forte o qualche avventura con una hostess. A volte un po’ lento e con qualche debordata di troppo nel passato di Sully il film riesce però benissimo a trasmetterci il messaggio di Clint e del suo modo di fare un cinema mai banale e di grande impatto, visto che l’intero girato è stato fatto con macchine Imax, che vi daranno l’impressione di esserci voi ai comandi mentre l’aereo si butta verso il fiume di New York in picchiata come un mattone lanciato dal sesto piano. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me sì: non è certo un capolavoro come «Gran Torino» né ha l’ambizione di «Invictus», ma il nucleo centrale della cinematografia di Eastwood c’è tutto e forse in Sully è ancora più evidente che in altri casi. Gli eroi non sono quelli in costume e mantello, gli eroi sono gente comune a cui capita nella vita di fare una cosa straordinaria che li segnerà per sempre, sia nel bene che nel male. Biopic dagli andamenti lenti e riflessivi, Sully assomiglia molto a «Hereafter» come svolgimento (non certo per la trama), così che chi è in cerca di adrenalina ed emozioni forti farebbe meglio a dirottarsi su altre pellicole. Per tutti gli altri il consiglio è uno solo: andate al cinema, Clint è tornato.
Un film di Clint Eastwood. Con Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney, Anna Gunn, Autumn Reeser. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 95 min. USA 2016. Warner Bros Italia.
Trama: Biopic dedicato al pilota americano Chesley “Sully” Sullenberg che riuscì a far atterrare un aereo di linea con problemi tecnici sull’Hudson River, salvando in questo modo tutti i passeggeri a bordo.
Perugia
Gherlinda: 17.55 / 20.10 / 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.35 / 19.50 / 20.30 / 22.10
Postmodernissimo: 16.30 / 18.30 / 20.30 / 22.30
Marsciano
Concordia: 18.30 / 21.30
Terni
The Space: 15.20 / 17.50 / 20.10 / 22.30
