di Gordon Brasco
Ennesima tappa del tour per le capitali europee di Woody Allen: dopo Londra in «Match Point» e Barcellona in «Vicky, Cristina, Barcellona» è la volta di Parigi (il prossimo sarà invece a Roma). La storia è quanto di più classico potremmo aspettarci da Allen: realtà, sogno, differenti dimensioni temporali e molta ironia …tutto saggiamente misurato in dosi blande ma efficaci, almeno quel tanto che basta allo spettatore per cadere nella «trappola» del regista. Qual’è questa trappola? Tornare a interrogarsi su domande che Allen ci sta propinando da tutta la vita e che solo la sua estrema bravura non ha reso indigeste. Il senso d’inadeguatezza a un certo modo di vivere in primo luogo, ma soprattutto la certezza di un passato idealizzato a cui fare riferimento, in cui ritrovare quella «civiltà» umana così desiderata dal regista e disponibile solo nella sua immaginazione o nei libri di storia.
Straordinario Owen Wilson Owen Wilson è straordinario, non solo riesce a calarsi perfettamente nella parte ma ci offre un’interpretazione «alla Allen» ovvero con movenze e mimica mutuati dal regista newyorkese. Anche la compagine femminile del cast fa il suo dovere ma si nota la mancanza per il regista di una musa ispiratrice, siamo sicuri che se nel cast vi fosse stata Scarlett Johansson, alcune parti del film sarebbero state girate da Allen con più entusiasmo. Non pervenuta la performance di Carla Bruni …diciamo che è come sentirla cantare, anonima e anche un po’ pallosa (se ci passate il francesismo).
Fotografia perfetta Fotografia perfetta (una Ville Lumière davvero magica) e una colonna sonora meno ossessiva rispetto al solito completano un film che vale davvero la pena vedere, soprattutto per quel senso di nostalgia per il passato che Allen sa esprimere in modo perfettamente ironico e senza eccessi ma ancora con una nitidezza insospettabilmente romantica.
Un film di Woody Allen. Con Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Nina Arianda, Kurt Fuller. Commedia, durata 94 min. USA, Spagna 2011. Medusa.
Trama: E’ una storia romantica ambientata a Parigi, nella quale s’intrecciano le vicende di una famiglia, in Francia per affari, e di due giovani fidanzati prossimi alle nozze; tutti alle prese con esperienze che cambieranno per sempre le loro vite. Il film è anche la storia del grande amore di un giovane uomo per una città, Parigi e dell’illusione di tutti coloro che pensano che se avessero avuto una vita diversa sarebbero stati molto più felici.
Perugia
Gherlinda: 16.00 18.10 20.20 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.20 20.10 22.20
Cinema Comunale Sant’Angelo: 18.30 21.15
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 10.00 16.10 18.00 20.30 22.35
The Space: 16.00 18.10 20.20 22.30


Dire che Woody Allen piazza trappole xkè ossessionato dagli stessi temi è come dire che Dali abbia sempre disegnato rinoceronti.
Il discorso è un altro: WA sta invecchiando e come successe ad altri regista, sta diventando piu esistenzialista.
Chi paragona questo film agli altri del passato, basandosi solo sul tema “dell’inadeguatezza” o del riugio “al passato ideale” compie 2 errori:
1) non vede che è il film stessa che critica questa fallacia (il passato ideale del passato ideale è un altro passato ancora, ad infinitum)
2) la ricerca stilistica/espressiva degli anni 70/80 di Allen era molto piu azzardata di oggi, che come scritto, punta piu su un approccio sobrio, invisibile e non ipermediato come in altri film.
Per il resto: speriamo muoia il piu tardi possibile 😉