di Gordon Brasco

Se la scommessa era quella di sorprendere possiamo dire che Pif (al secolo Pierfrancesco Diliberto) l’ha vinta in pieno. Non era certo facile confezionare un film che parlasse delle atrocità della mafia attraverso il genere commedia senza scadere del macchiettistico o nel superficiale. Pif infatti, imbastisce una struttura sorprendentemente solida, fatta di tutti i peggiori fatti di cronaca siciliana, riletti attraverso lo sguardo ingenuo del protagonista. La mafia non assume mai i contorni comici o divertenti come in Johnny Stecchino di Roberto Benigni (film del 1991) anzi, i suoi protagonisti vengono sempre dipinti senza particolari sconti nella loro disumana spietatezza e bestiale ferocia…quello che diverte è semmai il registro scenico nel quali Pif fa muovere i propri personaggi e il «disagio» del protagonista nel vivere certe atroci esperienze. Si ride è vero ma il regista non disdegna neppure di strappare al pubblico qualche lacrimuccia attraverso artifici che risultano un po’ troppo forzati o banali come nel finale, come se far commuovere gli spettatori rendesse un film un po’ più «intellettuale».

Mix perfetto Ma tralasciando queste sbavature sentimentali il film rappresenta un’opera prima davvero notevole, densa di contenuti ed emozioni che emergono in modo immediato allo spettatore, segno che rappresentano il bagaglio personale del regista e non una sua invenzione artistica. Pif quindi ci mette moltissimo del suo, fondendo la sua anima da giornalista (dal 2007 conduce Il testimone su MTV) alla sua spiccata comicità (espressa soprattutto durante la sua esperienza alla trasmissione Le Iene) per creare un mix perfetto che appassiona lo spettatore fino a renderlo davvero partecipe dei crudi fatti di cronaca mafiosa degli ultimi trent’anni della nostra storia. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: è un’opera potente dal punto di vista evocativo, divertente per l’ingenuità del protagonista, dura per i fatti mafiosi che racconta e per le emozioni che trasmette. Forse sarebbe stato meglio evitare alcuni passaggi eccessivamente commoventi, dosati matematicamente per far scendere qualche lacrima al pubblico in sala, ma è un peccato veniale su cui si può tranquillamente soprassedere. Un ottimo titolo insomma per chi cerca una commedia impegnata finalmente made in Italy.

Un film di Pif. Con Cristiana Capotondi, Pif, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé. Commedia, durata 90 min. Italia 2013. 01 Distribution.

Trama: Arturo nasce a Palermo lo stesso giorno in cui Vito Ciancimino, mafioso di rango, viene eletto sindaco. Il bambino tenta di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa. Arturo infatti è un ragazzo come tanti altri dell’Italia degli anni ’70 ma, a differenza dei suoi coetanei del nord, è costretto a fare i conti con le infiltrazioni e le azioni criminose della mafia nella sua città. La consapevolezza di Arturo cresce anno dopo anno, ma nessuno lo ascolta. Palermo ha altro a cui pensare. La sua ostinazione a interessarsi di mafia come un fenomeno reale fa separare Arturo e Flora. I due ricongiungeranno solo dopo le stragi del 1992 che apriranno definitivamente gli occhi alla ragazza.

Perugia
Uci Cinemas Perugia: 17.10 19.40 22.15

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.35 22.35
The Space: 16.00 18.05 20.15 22.25

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