di Gordon Brasco

Prendete i direttori dei giornali più importanti d’Italia e portateli al cinema a vedere questo film, magari guardare sul grande schermo qualcuno dedicarsi a un’inchiesta giornalistica scomoda potrebbe fargli scattare un desiderio d’emulazione, perché se c’è una cosa che dagli Usa ci vanno ripetendo da anni è che le crisi editoriali si combattono con i contenuti e i contenuti non si trovano nei comunicati stampa ma bisogna andarli a cercare. Il regista McCarthy però non mette nessuno sopra un piedistallo, non ha nessuna intenzione di creare dei miti alla Bob Woodward o Carl Bernstein (il caso Watergate raccontato nel film «Tutti gli uomini dl presidente» del 1976 diretto da Alan Pakula) semmai ne loda la caparbietà e soprattutto la ferrea convinzione che fare il giornalista vuol dire innanzi tutto scovare il marcio della società e sbatterlo in prima pagina. Così in apertura del Boston Globe ci finisce lo scandalo pedofilia che ha fatto vacillare non solo la fede delle persone ma tutta la Chiesa cattolica americana, perché quando i più alti prelati si scoprono impegnati da anni a omettere piuttosto che combattere gli abusi è naturale che diventino colpevoli agli occhi dell’opinione pubblica (e non solo) di un’aberrante connivenza con chi quelle violenze le ha fisicamente perpetrate. Interessanti i passaggi della ricostruzione dell’inchiesta ma soprattutto a fare la differenza sono le divisioni all’interno della redazione del giornale, dove uomini e donne si trovano in parte a combattere tra il loro istinto da giornalisti e la loro coscienza.

Keaton, una nuova giovinezza McCarty dicevamo che non vuole creare dei miti ma di sicuro ci mostra cosa vuol dire prendere sul serio il proprio lavoro. Eccezionale Michael Keaton che dopo l’Oscar di «Birdman» sembra aver trovato una nuova giovinezza artistica: è lui infatti a muoversi con maggior disinvoltura nel proprio ruolo e ad aiutare il resto del cast a calarsi nelle rispettive parti. Con questo non vogliamo togliere nulla a Mark Ruffalo ma oramai a ogni primo piano dell’attore del Wisconsin ci aspettiamo che si trasformi nel suo alter ego Hulk. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: la storia è la cronaca di come il Boston Globe svelò lo scandalo pedofilia della Chiesa cattolica americana colpevole per anni di aver sottaciuto sulle responsabilità di alcuni prelati nel tentativo di salvaguardare la propria immagine pubblica. Una scelta scellerata che è costata cara ai vescovi a stelle e strisce, non solo in fatto di cause milionarie intentate dalle vittime ma soprattutto per le azioni interne decise dal Vaticano per fare piazza pulita. Un thriller drammatico di forte impatto ma dai tempi un po’ lunghi, recitato molto bene e candidato a ben sei Oscar, cosa chiedere di più?

Un film di Thomas McCarthy. Con Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 128 min. USA 2015. Bim Distribuzione.

Trama: Nel 2001 il Boston Globe inizia una clamorosa indagine che svela gli abusi sessuali perpetrati da alcuni membri della Arcidiocesi di Boston ai danni di minori; abusi poi insabbiati dall’autorità ecclesiastica. L’indagine vede in prima linea Marty Baron e Ben Bradlee Jr., più i quattro membri della squadra investigativa del giornale: Walter Robinson, Mike Rezendes, Sacha Pfeiffer e Matt Carroll. Insieme, il gruppo porterà a galla una vicenda per anni ignorata dalle autorità e dai media, nel silenzio della vergogna delle vittime, molte delle quali si sono suicidate.

Perugia
Gherlinda: 16.05 19.05 22.05
Uci Cinemas Perugia: 19.50 22.35
Zenith 20.00 22.30

Terni
The Space: 17:00 19:50 22:45
Cityplex Lucioli: 15:30 17:45 20:15 22:30