La 20esima edizione del Terni Film Festival si chiude domenica 24 novembre con una giornata ricca di eventi dedicati a Bangladesh e Palestina. La kermesse, organizzata dall’Istess con il sostegno di Ministero della Cultura, Fondazione Carit, Regione Umbria e la collaborazione dell’impresa sociale San Martino, offre un programma intenso al Cinema Politeama, con ingresso gratuito.
Il programma Alle 15.40 si inizia con Bangla, il film diretto e interpretato da Phaim Bhuyian, il regista romano di origini bangladesi che ha vinto tre Angeli nel 2019 e uno nel 2022 con l’omonima serie TV. Phaim torna al festival per introdurre il focus dedicato al Bangladesh, che prevede la proiezione di tre cortometraggi in concorso: Laila di Bani Somadder, The Taste of Honey di Fabeha Monir e The Rebirth of Bangladesh di Mohammad Rakibul Hasan. Tra gli ospiti, spicca Ahmed Muztaba Zamal, direttore del Dhaka International Film Festival, mentre la comunità bangladese di Terni arricchirà il pomeriggio con danze, canti, testimonianze e una degustazione di piatti tipici alle 17.30.
Serata con Moni Ovadia e Mahmoud Darwish Il festival si concluderà alle 21 con Una candela nel buio, spettacolo di Moni Ovadia e della sand-artist Gabriella Compagnone. Al centro della performance, le poesie di Mahmoud Darwish, poeta simbolo della Palestina, che con i suoi versi ha raccontato l’identità e i sentimenti del suo popolo, con una potente dimensione universale. «L’identità di un popolo trova una delle sue fondamenta nella poesia» afferma Ovadia. «Darwish, poeta nazionale palestinese, esprime nei suoi versi l’interiorità della sua gente, ma anche l’anelito universale alla libertà e alla dignità». Lo spettacolo, che ha debuttato proprio al Terni Film Festival, segna il frutto della collaborazione tra Ovadia, direttore artistico di Istess Cinema, e Compagnone, direttrice di Istess Arte, nata durante l’edizione di due anni fa. Con questa giornata, il Terni Film Festival si conferma un appuntamento culturale capace di unire cinema, arte e riflessione su temi universali come identità, diversità e libertà.
