di Gordon Brasco

Chissà se Emma Watson ha ancora con sé la bacchetta di Ermione, se così fosse potrebbe provare ad agitarla in aria sperando in qualche magia che possa cancellare questo «Colonia» dai cinema di tutto il mondo. L’idea non era male, essendo ispirata a un fatto realmente accaduto con, sullo sfondo, il colpo di stato cileno di Pinochet; ma allora come si è passati da un buono spunto a una cagata megagalattica? La risposta è più facile di quello che si pensi: il regista Florian Gallenberger ha vinto un Oscar nel 2001 con il cortometraggio «Quiero ser», ma di lungometraggi ne ha fatti pochi e tutti dai risultati controversi sia secondo l’opinione del pubblico che della critica, in secondo luogo i due protagonisti sono dei giovani noti tra i teenager ma dal valore recitativo-drammatico ancora piuttosto acerbo. Metteteci poi una sceneggiatura scritta malissimo dove si confonde il thriller con l’action, il dramma con il grottesco e avrete la più formidabile porcata prodotta quest’anno in Europa. Si sarebbe potuto fare meglio? Certo, a cominciare dall’ambientazione della vicenda che invece di essere girata prevalentemente in Lussemburgo doveva necessariamente centrarsi in Cile: capiamo i problemi di budget nascosti tra le righe delle solite scuse che sparano i registi in questi casi, tipo «volevamo spersonalizzare le vicende, renderle più universali», ma il colpo di stato di Pinochet è un dato storico centrale, drammaticamente vivo in un paese che solo da pochi anni si è liberato del fardello del vecchio generale e sfruttare le ambientazioni, i vicoli e gli umori della gente del posto avrebbe dato al film un altro passo.

Setta folle La cosa ancora più sconcertante è la descrizione della vita all’interno della missione «Colonia Dignidad», questa setta folle da cui nessuno scappa tranne i protagonisti: una roba a metà tra l’inferno dantesco studiato a scuola, il film «Cella 211» (film del 2009 diretto da Daniel Monzón), un videogioco a caso della serie Batman firmato dalla Rocksteady Studios e tanta ingenuità… un mix che a volte porta la storia a dei vicoli ciechi spaventosi, dove il nonsense vi farà pure fare qualche risata nervosa. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me no: l’idea di prendere questa storia vera per farne un film non era male, soprattutto perché riparlare oggi del colpo di stato di Pinochet in Cile nel 1973 può essere un momento di riflessione per chi quelle vicende non le ha mai sentite nominare. Peccato che nessuna delle buone intenzioni del regista vadano a compimento: il film è concepito in modo confuso, infantile, votato al sensazionalismo invece che al realismo. Gli attori sono troppo inesperti per dare un senso drammatico agli eventi che risultano così grotteschi e artificiali, non parliamo poi della descrizione del carcere e dei carcerieri. Avete voglia di guardarvi un bel film sul Cile abbastanza recente? Affittatevi «No – I giorni dell’arcobaleno» del 2012 diretto da Pablo Larraín e lasciate perdere Emma Watson e soci.

Un film di Florian Gallenberger. Con Emma Watson, Daniel Brühl, Michael Nyqvist, Richenda Carey, Vicky Krieps. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 110 min. Lussemburgo, Francia, Germania 2015. Good Films.

Trama: Lena e Daniel sono una giovane coppia che si ritrova coinvolta nel colpo di stato in Cile del 1973. Daniel viene catturato dalla polizia segreta di Pinochet e Lena si mette sulle sue tracce. Lo troverà in una missione caritatevole gestita da un predicatore laico, nota come Colonia Dignidad, che in realtà è una setta da cui nessuno può fuggire. Lena decide, perciò, di unirsi al culto del predicatore per ritrovare Daniel.

Perugia
Gherlinda: 16.45 / 19.20 / 21.55
Uci Cinemas Perugia: 17.10 / 19.40
Comunale Sant’Angelo: 18.30 / 21.15

Terni
The Space: 20.10
Cityplex Lucioli: 17.30 / 20.20 / 22.30

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