di Gordon Brasco

Se in sala ci fosse stato un antico romano alla fine della proiezione avrebbe sentenziato «Cui prodest?». La domanda è più che lecita perché oggigiorno domandarsi «a chi giova» scrivere-produrre-commercializzare alcune tipologie di film renderebbe il pubblico un po’ più libero di scegliere serenamente se spendere o meno i propri soldi per certi capolavori annunciati che poi (purtroppo) non rimangono tali. Non stiamo qui a discutere le capacità di Ridley Scott, un genio che con i propri lavori e suggestioni è stato capace di rivoluzionare la settima arte più volte…il problema sta tutto nel film che appunto non convince nella sua utilità. Annunciato come prequel (in realtà il primo di due film) agli avvenimenti della saga Alien, questo Prometheus non da e non toglie nulla alla spaventosa creatura inventata da Alan Dean Foster: solita nave in difficoltà su un pianeta sconosciuto, solita mattanza stile «ne rimarrà soltanto uno», solito uomo artificiale un po’ stronzo. A variare le cose qualche spunto interessante come l’idea della «terraformazione», cioè prendere dei pianeti per bonificarli e inseminarli per permettere la vita e soprattutto la varietà di «mostri» che il povero equipaggio umano si ritroverà a combattere.

Fassbender l’androide Diamo anche merito a Ridley Scott di introdurre una lettura del film decisamente allarmista nei confronti della scienza vista come «esercizio militare»: giocare con i virus, geni e quant’altro per creare macchine di morte e armi di distruzione di massa ha il suo prezzo che di solito paga il folle scienziato (o i folli scenziati) un po’ come la novella Frankenstein di Mary Shelley ci ricorda sin dal 1816. Tecnicamente il film è ben costruito, un po’ lento nella parte iniziale ma con un androide-Fassbender stile Blade Runner da incorniciare se non altro per la peculiarità della parte: ricordarlo in Shame di Steve McQueen (2011) e poi vederlo qui fare il robot è come cadere dal 102esimo piano dell’Empire State Building senza farsi male…terrorizzante ma da rifare. Su Charlize Theron non facciamo commenti, siamo di quelli che perdonerebbero all’attrice di origine sudafricana qualsiasi cosa, anche accettare una particina scialba come questa. Scena migliore del film? Decisamente l’operazione di estirpazione dell’alieno dal corpo della bella Noomi Rapace, davvero da antologia!

Per fan sfegatati Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Prometheus? Dipende…se siete fan sfegatati della serie Alien non potrete lascarvelo sfuggire a patto però che ricordiate alcune cose importanti: è il primo di due prequel e sicuramente il più lento, vi ritroverete a contare sulle dita di una mano le idee nuove mentre si sprecheranno i «Ehi ma questo l’ho già visto!», cast stellare ma utilizzato al minimo sindacale. Il mito del vecchio Alien è per ora inattaccabile…Sigourney Weaver può dormire tranquilla.

Un film di Ridley Scott. Con Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce, Charlize Theron, Idris Elba, Logan Marshall-Green. Fantascienza, durata 124 min. USA, Gran Bretagna 2012. 20th Century Fox.

Perugia
Gherlinda: 16.15 19.05 21.55

Uci Cinemas Perugia: 17.10 19.45 22.20

Foligno
Multisala Clarici: 17.00 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 17.00 19.00 20.15 21.30 22.30
The Space: 17.20 19.50 22.20

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One reply on “«Prometheus», Ridley Scott fa felici i fan sfegatati di «Alien» con il primo dei due prequel”

  1. ho visto il film non sapendo che fosse un prequel, il finale mi ha lasciato come un bambino a cui viene dato un lecca lecca gigante, non vedo l’ora di gustarmi il prossimo

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