di Dan.Bo.
Una settimana, o giù di lì, per trovare delle soluzioni alternative. È questo il risultato più importante dell’incontro, che si è tenuto martedì nella sede della Provincia di Perugia, tra il presidente Luciano Bacchetta, il consigliere delegato all’edilizia scolastica Federico Masciolini, i dirigenti Andrea Rapicetta (edilizia) e Bruno Palazzetti (patrimonio) e una delegazione di professori dell’Itts Volta di Piscille. A causa del boom di iscritti, passati da 750 ai 1.700 del prossimo anno scolastico, una parte dei ragazzi (quelli del corso di Grafica) secondo la soluzione prospettata in un primo tempo dalla Provincia dovrebbe spostarsi al «Cavour» di Olmo, il che ha innescato la protesta di professori, studenti e genitori.
DICHIARATO LO STATO DI AGITAZIONE
Le soluzioni La Provincia martedì si è detta disponibile a un supplemento di riflessione allo scopo di verificare «possibili soluzioni che vadano incontro alle esigenze degli istituti». Queste, secondo il mandato dato ai tecnici dell’ente, dovrebbero arrivare entro martedì prossimo: «Resta il fatto – spiega Bacchetta – che occorre ampliare il tavolo istituzionale chiedendo anche la presenza della Regione e dell’Ufficio scolastico regionale in quanto è indispensabile mettere i campo una programmazione che guardi agli anni a venire uscendo dal contingente e dal provvisorio».
No al trasferimento Da parte loro i professori hanno ribadito perché lo spostamento sarebbe deleterio, in primis adducendo motivazioni che riguardano la didattica. Oggi il «Volta» è una scuola 2.0 in grado di promuovere e realizzare «progetti interdisciplinari che ne fanno punto di riferimento – è stato ricordato durante l’incontro – a livello nazionale». Il trasferimento comporterebbe anche seri problemi all’organizzazione didattica basata sulle aule-laboratorio disciplinari, il che comporta anche un mancato rispetto del patto formativo sottoscritto con i genitori e una compromissione della collaborazione tra i diversi indirizzi. Il «Volta» insomma, che sottolinea come attraverso il suo innovativo modello a oggi consente a quasi 8 diplomati su 10 di trovare un lavoro, vuole mantenere la sua specificità.
Twitter @DanieleBovi
