Pochi forse hanno dubbi sul fenomeno comunicativo di padre Enzo Fortunato. Compresi quelli che colgono occasione per accusarlo. Fatto sta che, anche questa volta, sembra averla spuntata lui. Il frate proveniente dalla Costiera che ha fatto strada ad Assisi come responsabile della sala stampa, portando il Sacro convento al centro di eventi di risonanza globale, per poi approdare in Vaticano e come volto noto in Rai, è ancora dietro e sotto i riflettori. Tutto questo, va ricordato, dopo aver attraversato il ‘deserto’ tra lo spegnimento della sua ‘macchina da guerra’ assisana e la Chiesa di Roma, quando in mano gli era rimasta solo la sua ‘Brava gente’ la pagina social, solo sua, e poco altro.

Si parla di lui nella conferenza stampa di Sanremo, quando il conduttore Carlo Conti viene tirato in ballo, rispetto all’accusa di Dagospia di avere mandato in onda un video vecchio di Papa Francesco, propinandolo al grande pubblico come un messaggio al Festival. Video che secondo Dagospia sarebbe stato realizzato in occasione della precedente giornata mondiale dei bambini, di cui lo stesso padre Enzo Fortunato è responsabile. A fare montare il sospetto che padre Enzo si fosse prestato al giochino di ‘inventarsi’ un video del Papa per Sanremo, c’è la coincidenza delle sue dimissioni da comunicatore della basilica San Pietro.

Insomma – è l’accusa – padre Enzo una volta pizzicato si sarebbe dimesso. Lui spiega che è tutto più semplice di quanto si intende macchinare. Il video è reale, girato il primo febbraio alle 15.30. Poi trasmesso a Carlo Conti e come da lui stesso dichiarato tenuto riservato fino a poco prima della messa in onda. Mentre le sue dimissioni da comunicatore di San Pietro, sono maturate già tempo prima, largamente annunciate e dovute sostanzialmente al fatto che i suoi incarichi in Vaticano sono aumentati per volume e gerarchia. Da coordinatore della giornata mondiale dei bambini è diventato presidente della Gmb e il comitato è diventato pontificio. Mentre resta il suo ruolo nella rivista che ospita la lettera di Papa Francesco.

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