andrea caporali
Andrea Caporali

«Ogni anno, in memoria del mio papà, verrà organizzata una bella serata, da vivere tutti insieme, per ricordarlo in compagnia. Abbiamo iniziato ieri sera, il 28 dicembre 2016, ad un anno dalla sua morte. Ma questa serata non sarà finalizzata soltanto alla sua memoria, in quanto abbiamo deciso che la nostra comunità adotterà un ricercatore oncologico! Tutti insieme, durante l’anno, raccoglieremo dei fondi per assicurargli una borsa di studio, in modo che possa studiare e magari, un giorno (speriamo non troppo lontano), sarà proprio lui a trovare una soluzione!». È Silvia, figlia 22enne dell’ex sindaco di Piegaro Andrea Caporali, scomparso un anno fa a seguito di un cancro, a lanciare sui social l’iniziativa che vuole fare della memoria di suo padre uno stimolo per battere la malattia.

Silvia scrive sul suo blog ‘About a girl’ una lettera bella e struggente in cui ricorda il papà, il suo impegno per la piccola comunità di Piegaro e quella per la famiglia. La pubblichiamo qui integralmente:

SOLO TU PUOI AIUTARMI!
Ciao, sono Silvia, conosciuta anche come Nhivien, su Twitch, YouTube e altrove.

Ho tanto, tanto, tanto bisogno che tu condivida questo post e che lo faccia conoscere a tante persone! Te lo chiedo come favore personale, perché so che una condivisione può non costare niente…ma sicuramente può fare tantissimo!

Probabilmente tu non mi conosci, ma questo poco importa! Sappi che sono una ragazza di 22 anni, vivo in un piccolo paesino della provincia di Perugia e, cosa fondamentale, non sono nessuno.
Anzi…diciamo che non sono nessuno per il mondo, perché, per mia fortuna, ho tante persone che mi conoscono e mi vogliono bene. Ma queste persone non bastano, per realizzare il mio sogno. E’ proprio per questo che chiedo il tuo aiuto.

Voglio presentarti il mio papà!

Lui si chiama Andrea ed è nato il 6 maggio del ’61. E’ un uomo molto serio, tutto d’un pezzo, con la passione per la politica, l’insegnamento, l’informatica, la moto e la bicicletta!

C’è da dire che non è solo mio padre! Ho un fratellino, di 12 anni, che si chiama Giorgio. Lui ha insistito per chiamarlo così, in memoria di suo padre, venuto a mancare prematuramente a causa di un infarto. E’ un uomo da sempre molto legato alla famiglia.
Ma non è solo nostro padre! Lui ha insegnato per tanti anni, in una scuola superiore di Città di Castello. Ha cresciuto tanti ragazzi, che lo ricordano con molto affetto, e spesso gli scrivono per ringraziarlo di tutto ciò che ha fatto per loro. Lui sa quanto sia importante la formazione dei giovani, prende da sempre il suo lavoro molto seriamente e si impegna tantissimo! Io lo vedo sempre correggere i compiti fino a notte fonda, magari dopo essere rientrato da un’importante riunione del Comune.
Sì, perché lui è stato sindaco del nostro comune per 10 anni! Si è impegnato molto anche nella politica, cercando di migliorare la vita della nostra comunità, seppur piccola e sperduta nella campagna umbra. Da quel che so è sempre stato onesto e retto, nonostante si dica che i politici siano persone inaffidabili e che agiscono sempre nel proprio interesse.

Pensate che, in tutto questo, trova anche il tempo di passare tutti i giorni nel nostro negozio, per aiutare le persone che hanno problemi con i loro computer! Sì, perché lui è laureato in informatica ed è un tecnico bravissimo! Mi ha insegnato moltissime cose fondamentali, di cui ho fatto tesoro!

Ovviamente, mi ha anche insegnato tante cose sulla vita! Prima fra tutte: non arrendersi mai.
Mi ha insegnato a prendere il mondo a testate, per ottenere le cose che sogno. Perché (e quelli che ci conoscono lo sanno) sia io che lui abbiamo la testa dura…è un dato di fatto!

Il mio papà non si è mai arreso. Ha lottato come un leone, in questi ultimi anni. Ha perso con onore!

A questo punto devo dirti una triste verità, purtroppo.
Il mio papà non può più fare il professore né il sindaco. Non può più correre sulla sua moto né fare belle scampagnate in bicicletta.
Il mio papà non mi vedrà mai laureata e non potrà conoscere il mio fidanzato, darmi la sua benedizione o accompagnarmi all’altare.
Il mio papà non potrà insegnare a mio fratello a guidare, non vedrà i suoi esami di terza media o quelli di quinta superiore.
Il mio papà non potrà portare sulle spalle i suoi nipotini.

Tutto questo perché mio papà si è ammalato di cancro…e il cancro l’ha portato via da noi troppo presto.
E’ stato ricoverato, per l’ultima volta, a Natale del 2015. E’ l’ultima volta che l’ho visto cosciente. Ho passato tutta la notte accanto a lui, tenendogli la mano. Se per caso sentiva che gliela lasciavo, apriva subito gli occhi per controllare che fossi ancora lì. Credo avesse tanta paura di restare da solo. Credo sapesse cosa stava per succedere.
Il giorno dopo, l’hanno sedato, per evitare che soffrisse troppo. Ammetto di aver portato tante volte la sua mano alla mia guancia, piangendo, anche se lui dormiva di quel sonno “artificiale” e non poteva saperlo. Lo facevo perché sapevo che, di lì a poco, non sarebbe stata più così calda e confortante.

E’ morto il 28 dicembre del 2015.

Caro Lettore, devi sapere che tutto ciò che ho scritto è vero.
Niente di ciò che ti ho raccontato è stato modificato per rendere la vicenda più “appetibile” per il pubblico, se così vogliamo dire.
Questa è una storia reale, è parte della mia vita. Della mia e di tutte le persone che volevano bene a mio padre.
Le foto che ti ho mostrato, sono tutte di quando era in salute. Ho voluto risparmiarti la vista di una persona distrutta da chemio e radioterapia, consumata da un tumore incurabile, magra, fragile, pallida…morente.

Prima del terribile giorno in cui abbiamo ricevuto la diagnosi, io ero una ragazza spensierata, con normali problemi da studentessa e da giovane donna.

Ora ascoltami bene, Lettore: io ero una di quelle persone che pensa sempre “Tanto non mi capiterà mai!”. Forse anche tu lo pensi. Ti auguro con tutto il cuore, sinceramente, di non vivere mai ciò che ho vissuto io in questi ultimi anni.
Ma se tu dovessi, purtroppo, trovarti nella mia situazione, non vorresti che i ricercatori avessero già trovato un modo per sconfiggere questa malattia?

Non faccio parte di nessuna associazione per la lotta contro il cancro. Sono solo una figlia che ha perso suo padre troppo presto. Sono una sorella che vede il fratello, di dieci anni più piccolo, ancora bambino, che porta ogni giorno, sul viso, un velo di maturità precoce…un’infanzia spezzata, rovinata per sempre.

E’ per questo che devi aiutarmi, perché questo non deve più succedere.
Nessun genitore, figlio, figlia, moglie, marito, sorella, fratello, amico, collega…nessuno deve più essere portato via prima del tempo.

Nel mio paese, grazie a tante care persone, è stata avviata un’iniziativa bellissima, anzi, meravigliosa!
Ogni anno, in memoria del mio papà, verrà organizzata una bella serata, da vivere tutti insieme, per ricordarlo in compagnia. Abbiamo iniziato ieri sera, il 28 dicembre 2016, ad un anno dalla sua morte.

Ma questa serata non sarà finalizzata soltanto alla sua memoria, in quanto abbiamo deciso che la nostra comunità adotterà un ricercatore oncologico! Tutti insieme, durante l’anno, raccoglieremo dei fondi per assicurargli una borsa di studio, in modo che possa studiare e magari, un giorno (speriamo non troppo lontano), sarà proprio lui a trovare una soluzione!

Questo mio post, sul mio piccolo blog, ha proprio questo scopo, Lettore! Ho bisogno che tu sparga la voce, ho bisogno che tu faccia, nel tuo piccolo, qualcosa per me. Perché in futuro voglio vedere tante comunità, piccole o grandi, che adottano un ricercatore!
In questo paese, dove purtroppo la ricerca viene lasciata spesso in secondo piano, come se non fosse rilevante per il progresso della nostra intera specie, noi dobbiamo tutti contribuire! Dobbiamo superare insieme questo scoglio!

Se sei arrivato qui in fondo, voglio ringraziarti davvero tanto! Sappi che mi fa molto piacere sapere che qualcuno ha voluto dedicarmi qualche minuto del suo tempo. Se vorrai condividere questo post con le persone che conosci, te ne sarò immensamente grata.
Purtroppo non ho potuto aiutare il mio papà, ma tu ed io, caro Lettore, possiamo aiutare tante altre persone! Insieme, possiamo salvare tante vite!
Insieme, possiamo dire al mio papà che abbiamo lottato, affinché lui fosse uno degli ultimi ad andarsene!

Grazie infinite per aver letto, sei davvero una persona meravigliosa.

Con amore infinito e fiducia sicuramente ben riposta,
Silvia Caporali, orgogliosa figlia di Andrea Caporali,
padre amorevole e speciale, che manca tanto a tutti.

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3 replies on “«Vi presento mio papà morto di cancro, in suo nome finanziamo la ricerca»”

  1. ciao Silvia, sono il babbo di Isabella, tu mi conosci.
    ottima iniziativa. Mi dispiace per tuo padre,lo conoscevo,era una brava persona Ciao

  2. Mi dispiace che così giovane ti sia dovuta confrontare con una realtà tanto dura e complimenti per questa iniziativa così concreta e importante. Ho perso mio padre per lo stesso motivo il 28 settembre 2015 e so cosa significhi vedere un genitore morire soffrendo così tanto.
    Ti rinnovo i complimenti e ti ringrazio per tanta intelligenza ed impegno sociale.
    Manuel.

  3. Non sono di questo paese ma lo frequento da molti anni.Tuo padre lo conoscevo di vista perché le persone mi dicevano quello è il sindaco. Quello che ti posso dire che le tue parole arrivano al cuore oltre che con il verbale con le emozioni ed è molto bello.Leggendo la tua lettera ti ammiro e vorrei anche io aver vissuto un bel rapporto profondo con mio padre, o aver trasmesso quello che ti ha trasmesso tuo padre hai miei figli.Purtroppo la crescita delle persone non è tutta uguale ,non ha tutti capitano le fortune di avere padri come il tuo.Sento che sei una bella persona anche se non ti ho mai vista ma le emozioni che susciti descrivendo tuo padre mi fanno emozionare .Sicuramente cercherò di partecipare ad una iniziativa di raccolta fondi ti auguro tanta determinazione nel raggiungere i propri sogni.

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