di Maurizio Troccoli
Comportamenti che non ci possiamo permettere. Questo sta accadendo in queste ore, in Umbria, rispetto alla campagna vaccinale. Invece di assistere a una partecipazione di massa, viene purtroppo registrato un esodo di massa. E, la colpa, non c’è dubbio, risiede nella paura per il vaccino Astrazeneca. La psicosi innescata dopo i decessi di cui è stata data notizia sulle cronache nazionali in maniera da lasciare intendere che possano essere associate al vaccino. Da cui in molti, troppi, tra l’altro persone mediamente informate (quali debbano intendersi le categorie come insegnanti o forze dell’ordine), provano a tenersi lontano. Pur sapendo che quel lotto è stato sequestrato. Pur sapendo che non c’è evidenza scientifica emersa, al momento, tra i decessi e il vaccino. Pur sapendo che quel tipo di decessi si registra in pari quantità sia rispetto a un campione di popolazione vaccinata che non vaccinata. Pur sapendo che se un problema c’è stato, è relativo al lotto, alla sua fabricazione, conservazione e somministrazione, non al vaccino in generale. Vaccino, che, ormai tutti sanno, è stato utilizzato in massa in Inghilterra per ogni fascia d’età. Ciononostante, domenica, in Umbria, nel giorno in cui, tra defezioni e riprogrammazioni sono state chiamate a vaccinarsi 2600 persone con Astrazeneca, di questi se ne sono presentate 66. Mentre soltanto 3 nell’unico punto vaccinale di Perugia aperto la domenica, ovvero a Ponte D’Oddi. E’ quanto riporta il Corriere dell’Umbria in un articolo a firma di Francesca Marruco. Parliamo, a livello regionale, del 2,5% della platea potenziale di questo giorno, raggiunti con un messaggio dalla task force che sta gestendo le agende vaccinali. In totale, all’aggiornamento delle ore 18.30, per la giornata di domenica, risultano vaccinati, con Astrazeneca, in Umbria, 453 persone. Mentre la domenica precedente si è sfiorata quota 2 mila.
La Regione Alla Regione Umbria il segnale che giunge «preoccupa» e, attraverso una nota sottolinea come «in questa fase non possiamo permetterci di mandare a vuoto intere giornate vaccinali, perché raggiungere in tempi brevi un numero elevato di vaccinazioni è un passaggio fondamentale per sconfiggere la pandemia»: lo sostiene l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, rendendo noti i dati ufficiali sull’andamento delle vaccinazioni con AstraZeneca negli ultimi 3 giorni della scorsa settimana. Venerdì – spiega -su 2500 prenotabili, hanno aderito e quindi si sono vaccinati con AstraZeneca, 2000 cittadini, sabato, su 1700 posti prenotabili, si sono presentati per la vaccinazione in 1430, mentre domenica, i posti prenotabili erano 2500 e riservati ad anticipare la prenotazione del personale scolastico i cui appuntamenti erano già fissati per aprile e maggio. Si sono prenotati in meno di 100. La scienza ritiene il vaccino AstraZeneca sicuro ed efficace, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e l’Ema hanno dichiarato che possiamo continuare a usarlo. Invitiamo i cittadini ad avere fiducia».
La cronaca Accade lo stesso giorno nel quale il generale Figliuolo, commissario nazionale all’emergenza, fa sapere che è talmente importante immunizzare la popolazione che bisogna arrivare subito a 300 mila dosi al giorno per poi raggiungere la cifra di mezzo milione, vaccinando – se non si trovano sostituti di categoria prossima a chi era prenotato – anche chi si dovesse trovare a passare, in quel momento dal punto vaccinale. Scongiurando quindi il rischio che anche solo una dose possa finire nella spazzatura.
Si indietreggia Per comprendere quanta irresponsabilità ci possa essere dietro un comportamento legato a una psicosi, tra l’altro per categorie che sono state favorite, rispetto, ad esempio, ai fragili, che ancora aspettano, basti pensare che questa settimana avremmo dovuto raggiungere, in Umbria, 37.500 persone vaccinate e ne abbiamo raggiunte 19.576. Rispetto invece ai 23.714 della settimana precedente. Cioè oltre a 3 mila persone in meno. Persone che, a naso, hanno (come categoria) avanzato pressanti richieste per rientrare tra coloro che debbono essere vaccinati prioritariamente, essendo prevalentemente operatori di servizi pubblici essenziali. In questa settimana, in Umbria, sono state vaccinate 11.501 persone con Pfizer, altri 7.384 con Astrazeneca e 691 Moderna. Se non si intende procedere all’eliminazione del doppio binario di vaccinazione, evitando cioè di riservare Astrazeneca ai servizi pubblici essenziali, per destinarlo agli anziani in salute e consentirci così di agganciare la campagna di vaccinazione nazionale orientata su anzianità e vulnerabilità, è forse giunta l’ora delle liste dei ‘disponibili last minute’. Tenuto conto che in tanti vorrebbero essere vaccinati, non ci si può permettere rallentamenti sulla rincorsa all’immunizzazione. E probabilmente l’attuale programmazione, il sistema di prenotazione e chiamate, già non è più appropriato.
Liste di riserva E in questo senso è intervenuta lunedì mattina proprio la struttura commissaria per l’emergenza Covid che a breve, ha assicurato, fornirà un’indicazione per “evitare il rischio dello spreco di dosi”. L’ipotesi è quella di chiedere alle Regioni liste di riserva in caso di rinuncia alla somministrazione da parte di singoli cittadini. In quel caso sarà contattato all’ultimo minuto, per l’inoculazione sostitutiva, un altro paziente che era in lista nei giorni successivi e che ne ha diritto. Il sistema – a quanto si apprende – sarà comunque valutato caso per caso in ogni regione.
Bori Sulle astensioni in Umbria interviene il capogruppo del Pd in Regione Tommaso Bori che parla di notizia strumentale e non corrispondente a verità. «Non erano assolutamente 2.600 le persone convocate ieri – scrive sul suo Facebook – per effettuare il vaccino. Essendo stata (finalmente) attivata la seduta aggiuntiva di domenica, alle persone già prenotate per vaccinarsi nei prossimi giorni è stato mandato un SMS (come fosse un’offerta promozionale, nemmeno degna di una telefonata informativa) con il quale si informava della possibilità di anticipare la seduta a domenica. Certo, messa così non fa notizia, ma corrisponde a verità. A maggior ragione se si affianca ai dati delle vaccinazioni dei giorni precedenti: 2.000 venerdì e 1.500 sabato. Si può e si deve fare di più e di meglio, ma quella che manca è l’organizzazione e non l’adesione delle persone».
