di M.S.G.

Piano sanitario regionale, costruzione dei nuovi ospedali, ‘rischio azienda unica’, liste di attesa e il caos con le prenotazioni per i vaccini. Questi sono i temi trattati dalla Seconda commissione consiliare e dal direttore generale dell’Usl Umbria 2, Massimo De Fino, a Palazzo Spada mercoledì pomeriggio. Focus sulla questione assunzioni e sulla mancanza di personale, la situazione è preoccupante: «Ammetto – ha dichiarato il vertice dell’azienda sanitaria locale – che c’è un problema di personale ed inizia ad essere visibile a livello territoriale. Abbiamo dovuto chiudere sedi periferiche perché mancano medici, ho problemi a trovare personale nelle carceri, ho problemi con i pediatri in Valnerina. Iniziano a mancare medici di guardia medica, a Terni dei sei per turno che servirebbero ne sono rimasti tre, e avremo grandi problemi con i medici di medicina generale». Non convincono tutti i consiglieri le risposte di De Fino, Alessandro Gentiletti (Senso civico) infatti annuncia interrogazione al sindaco per la questione vaccinazioni. Intanto giovedì è atteso, sempre in Seconda commissione, il direttore dell’ospedale Santa Maria di Terni, Pasquale Chiarelli.

Piano regionale Continuano le audizione della Seconda commissione consiliare per poter redigere un documento da presentare in Regione e dare udienza ai bisogni della territorialità nel Piano sanitario regionale di cui è stata presentata la bozza pochi mesi fa. Mercoledì 15 dicembre a Palazzo Spada il direttore generale dell’Usl Umbria 2, Massimo De Fino: «Un buon piano regionale non è quello che scende nei dettagli ma una cornice. Saranno poi le singole aziende sanitarie a scendere nei dettagli presentando atti appropriati e scendendo nelle particolarità. Nello specifico la Regione entro il 2026 vuole ristrutturare l’aspetto territoriale dei distretti. Ci vogliono figure nuove come gli infermieri di comunità che entreranno nelle nuove case di comunità e a domicilio. Accanto ad ogni distretto dobbiamo collocare degli ospedali di comunità. Questa esigenza è nata con la pandemia. Abbiamo bisogno di strutture intermedie che facciano da filtro per non sovraccaricare l’azienda ospedaliera. Oltre a potenziare le cure domiciliari e la telemedicina. Per le liste di attea stiamo risolvendo. Da 38.000 pazienti in attesa siamo arrivati a 19.000».

Ospedale Narni-Amelia A entrare più nello specifico è il consigliere del Movimento 5 stelle, Federico Pasculli che ha chiesto lumi sull’ospedale di Narni-Amelia: «Era stato detto che sarebbero partiti i lavori entro dicembre, è così?». A chiarire i dubbi ci pensa dunque il vertice dell’Usl 2: «Ad essere sincero a me la posizione dove è collocato quell’ospedale non piace – ha commentato De Fino -. Si parla dell’ospedale Narni Amelia da 30 anni e da 56 milioni per la costruzione ora siamo passati a 84 milioni. Soldi che volevamo prendere con il Pnrr ma i lavori sarebbero dovuti terminare entro il 2026 e non avremmo mai fatto in tempo. Quindi si stanno cercando altre risorse dai fondi Cipe che dovevano servire per riqualificare i vecchi ospedali che ormai sono troppo vecchi per qualsiasi riqualificazione. Posso assicurare che in Regione c’è la volontà di portare avanti i due progetti pubblici dell’ospedale di Narni-Amelia e il nuovo ospedale a Terni».

Rischio azienda unica La presidentessa Rita Papegna ha espresso invece perplessità sulla riduzione dei distretti che passeranno da 12 a 5: «Forse 12 erano troppi e c’è il rischio che 5 siano pochi. Poi c’è il rischio di una azienda unica? Perché a mio parere è necessario che vengano mantenute due aziende a Perugia e Terni». Dalla risposta di De Fino però questo rischio sembrerebbe esserci: «Se ci fate il caso il nuovo Piano sanitario non ha più scadenza triennale ma quinquennale e scade nel 2026 , in coincidenza con il Pnrr perché in questi anni vogliamo rivoluzionare la sanità. Ci sarà una sola centrale operativa per il 118. Una unica centrale regionale che smisterà le chiamate. Ci saranno evoluzioni anche normative e il famoso elisoccorso di Foligno. La sede di Foligno è strategica perché si trova esattamente al centro tra Terni e Perugia».

Città della salute e piano assunzioni Rispetto alle problematiche del territorio è Francesco Filipponi (Pd) a tirare fuori la città della salute e il piano assunzioni: «Vorrei sapere che fine avete fatto fare al vecchio progetto della città della salute. Rispetto al piano assunzioni erano previste 1551 assunzioni in tutta la regione ma se ne certificano solo 72 come mai non sono state fatte le altre? Per non parlare poi delle liste di attese. Dalla stampa locale è venuto fuori un caso di una donna che ha aspettato un anno per una mammografia e non parliamo del caos vaccinazioni. Io stesso sono dovuto andare a Orvieto per la terza dose e molti miei colleghi, dipendenti scolastici quindi obbligati a farlo non hanno trovato posto». Per la città della salute secondo De Fino bisogna fare una scelta: «Terni vuole la città della salute – commenta il direttore dell’azienda sanitaria – o il nuovo ospedale? Perché se vuole la città della salute lo facciamo domani mattina ma il progetto prevedeva di usare gli spazi attigui all’ospedale. Se negli stessi spazi vogliamo fare un ospedale più grande non possiamo fare ora la casa della salute. Per le assunzioni abbiamo fatto il possibile stabilizzando 110 persone. Abbiamo fatto un concorsone per infermieri che ne ha assunti 600 in tutta l’Umbria. Se nel piano c’erano 1500 persone da assumere io ne ho assunte l’80%. Però ammetto che c’è un problema di personale ed inizia ad essere visibile a livello territoriale. Perché accanto a queste persone che sono entrate molte di più sono andate via e io non ho personale. Abbiamo chiuso sedi periferiche, ho problemi a trovare personale nelle carceri, ho problemi con i pediatri in Valnerina. Iniziano a mancare medici di guardia medica: a Terni dei sei per turno che servirebbero ne sono rimasti tre, e avremo grandi problemi con i medici di medicina generale. A dicembre se ne andranno 39 medici, siamo riusciti a sostituirne 16. Rischiamo che ci saranno persone senza assistenza. Questo è un dato oggettivo che non dipende da noi ma da politiche sbagliate da anni».

Vaccine day Sulla questione delle persone rimandate a casa durante il vaccine day del 5 dicembre scorso De Fino fa un paragone che spiazza tutti: «Se a un matrimonio anziché 150 invitati se ne presentano 500 è normale che tutto il sistema va in crisi. Comunque ammetto che ci sono state e ci sono delle criticità che stiamo risolvendo ma abbiamo fatto anche il possibile e questo lo sottolineo». Alla domanda del consigliere Valdimiro Orsini se esistessero già ospedali di comunità sul modello che vogliono costruire in Umbria, De Fino ha risposto: «Esistono in Veneto, Toscana ed Emilia Romagna delle eccellenze che possono essere prese ad esempio».

Interrogazione sul tavolo del sindaco Bagarre finale tra il consigliere di Senso civico Alessandro Gentiletti e Massimo De Fino. «A me le risposte date non soddisfano – ha tuonato Gentiletti -, io non ho capito se i vaccini erano pochi, se erano stati chiesti e non sono arrivati. Mi è sembrato un discorso molto evasivo capisco le difficoltà ma non si è capito da cosa è dipeso quel problema. In caso presenteremo una interrogazione al sindaco sul tema e ci darà le dovute risposte. Credo che l’invito del generale Figliolo a vaccinarsi sia buono. Compito delle regioni è garantirlo». Impennata delle immunizzazioni a Terni: «Non potete immaginare lo sforzo del nostro personale – ha risposto De Fino -. Siamo passati da una media di  40 vaccini al giorno a 1600 al giorno da quando è stato inserito il Super Green Pass. Si poteva prevedere? non lo so se si poteva prevedere. Se avevamo una previsione di 300 persone e ne sono arrivate mille siamo andati in crisi. Qualcun altro avrebbe fatto meglio? Non lo so».

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