Uno striscione è apparso allo stadio Curi di Perugia firmato dagli Ultras che recita: «Fuori i privati dalla sanità». Dietro il gesto, un post che interpella la Regione Umbria e invoca un cambio di rotta nella gestione sanitaria locale: «Invece che a Band€cchi ed ai suoi ultra$… pensate a ridurre le liste di attesa e a togliere di mezzo i privati che speculano su di esse». È un invito esplicito a «invertire la tendenza delle amministrazioni degli ultimi decenni, che hanno fatto sì che scomparissero importanti poli sanitari territoriali a favore delle cliniche private».

Con il messaggio, gli Ultras non parlano solo come appassionati di calcio, ma come cittadini preoccupati per il sistema sanitario regionale. Contestano la crescente presenza della sanità privata nella zona meridionale dell’Umbria — il “Sud dell’Umbria” — e denunciano una progressiva chiusura o ridimensionamento dei presidi pubblici: un processo che, a loro avviso, ha favorito la speculazione privata sulle liste d’attesa, trasformando «la salute in merce piuttosto che in un diritto garantito a tutti».

L’appello è diretto alla Regione Umbria, che viene accusata di aver sottovalutato la questione della sanità pubblica. Gli ultras chiedono un impegno concreto: meno finanziamenti impliciti o espliciti ai privati e più risorse per il potenziamento degli ospedali pubblici, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e garantire un’assistenza più equa.

Negli ultimi anni, vari rapporti e analisi sanitarie hanno segnalato criticità nella rete ospedaliera regionale. Alcuni ospedali minori del Sud Umbria — il cui mantenimento era considerato strategico per garantire l’accesso alle cure in aree geograficamente più isolate — sono stati chiusi o fortemente ridotti nelle funzioni nel corso delle riorganizzazioni sanitarie. Al contempo, cliniche private hanno ampliato la loro presenza, attirando pazienti disposti a pagare per saltare le liste d’attesa.

Questo fenomeno non è limitato all’Umbria: rappresenta una tensione diffusa in molte regioni italiane, dove il modello pubblico-privato si intreccia in modi che spesso mettono sotto pressione il principio universale del diritto alla salute. Ma nel contesto umbro, le scelte politiche e amministrative fanno emergere una domanda chiara: a chi serve davvero una sanità più privatizzata?

Lo striscione e il post degli Ultras del Perugia sono simbolici ma anche profondamente concreti. Riflettono che una parte significativa della cittadinanza percepisce un pericolo reale: che la sanità pubblica diventi marginale, riservata solo a chi non può permettersi di pagare, mentre i pazienti più abbienti avranno sempre più la possibilità di scegliere prestazioni private per evitare tempi di attesa.

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