Il professor Volpi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
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Poche righe, arrivate sulla sua scrivania solo intorno a mezzogiorno di giovedì, quando la notizia era già stata fatta circolare nelle redazioni dei giornali la sera precedente. Un fatto che trova «abbastanza scandaloso». All’altro capo del telefono c’è Maurizio Volpi, docente di diritto costituzionale comparato all’Università di Perugia, escluso mercoledì sera dalla commissione elettorale centrale dell’Ateneo dalle elezioni del 13 giugno per la carica di rettore. Un Volpi molto amareggiato ma che non andrà alla guerra: niente ricorsi. «Mi hanno mandato tre righe – spiega a Umbria24 – con le quali mi dicono che non ho il diritto all’elettorato passivo». La sua candidatura nei giorni scorsi era stata presentata infatti «con riserva» perché in ballo c’era il contestatissimo articolo 25 del decreto Gelmini del 2010. Articolo sul quale pendeva un ricorso alla Corte costituzionale e con il quale, in sintesi, si dice che docenti e ricercatori devono andare in pensione a 70 anni senza poter restare in servizio fino a 72.

LA DECISIONE DEL COMITATO E I CURRICULA DEI 4 CANDIDATI

La beffa Una norma che lo escludeva dalla corsa perché lui 70 anni li compie nel 2018, mentre il sessennato del futuro rettore si concluderà un anno più tardi. «Da parte mia – prosegue – avevo chiesto infatti che la candidatura fosse accettata con riserva, spiegando che la sentenza della Corte costituzionale sarebbe arrivata a giorni». Beffa delle beffe, la sentenza è arrivata proprio giovedì: un lungo provvedimento con il quale si dichiara l’illegittimità costituzionale de famigerato articolo 25. Insomma, poche ore fa il comitato elettorale centrale dell’Ateneo ha escluso dalle elezioni Volpi basandosi su una norma dichiarata una manciata di ore dopo incostituzionale. «Hanno preso – aggiunge – una decisione improvvida, superficiale e penalizzante nei miei confronti, tra l’altro fatta circolare ampiamente fuori dall’Ateneo mentre a me è arrivata oggi poco prima di mezzogiorno. Questo lo trovo abbastanza scandaloso».

Gravi danni Secondo il professore «sono stati fatti gravi danni» a causa di un’applicazione delle norme avulsa dal contesto, cosa che il giurista sottolinea: «Si sono applicate le regole – dice – in modo schematico e rigido e questo è un difetto». Ma quali sono state le motivazioni che hanno portato alla decisione del comitato elettorale? Semplice rigidità o siluramento politico? «La responsabilità di quello che è successo – osserva – grava su chi si è voluto accanire politicamente contro di me. Un disegno politico? Io non so se c’è un vero e proprio disegno ma di certo si può parlare di insensibilità politica. Come detto, hanno applicato le norme in modo rigido. E poi leggendo le dichiarazioni fatte per la verità solo da alcuni candidati e non da tutti, questo accanimento c’è».

Niente ricorsi Le domande che da qualche ora circolano nei corridoi dell’Università e non solo sono due: Volpi andrà alla guerra? Che ne sarà delle elezioni fissate tra poco più di un mese? «Io – dice il professore – ho le spalle larghe, ho fatto la mia battaglia contro la proroga e ora sono orientato a non fare ricorso per senso di responsabilità. Non voglio che saltino le elezioni». Di certo Volpi non si metterà in un angolino in disparte. Già nella giornata di giovedì ha riunito i professori che lo avevano aiutato a stilare il programma: «Ho incontrato oggi – dice – il gruppo di colleghi e abbiamo deciso che ci manterremo uniti. Io terrò la testa di questo gruppo. Nei prossimi giorni faremo incontri con gli altri candidati e porremo discriminanti programmatiche. Il tutto per il bene dell’Ateneo, per cambiarlo profondamente». Insomma, il pacchetto di manovra si manterrà unito e deciderà a breve chi tra i quattro candidati rimasti appoggiare. Venerdì alle 11, intanto, a palazzo Murena Maurizio Oliviero presenterà la sua candidatura: in corsa rimangono lui, Franco Moriconi, Gianni Bidini e Fausto Elisei.

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One reply on “Università, Volpi escluso e beffato: la Corte costituzionale gli dà ragione. «Ma non ricorrerò»”

  1. volpi non è docente di diritto privato (errore presente già nell’articolo di ieri), ma di diritto costituzionale. infatti ha anche fatto parte del Csm. Comunque, massima solidarietà ad un grande professore.

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