di Ivano Porfiri
L’Università di stranieri chiude in utile l’esercizio 2011 e investe in borse di studio: 300 mila euro per studenti provenienti dall’estero che possono tradursi in oltre 500 nuovi «cervelli» in arrivo a Perugia.
I numeri Il cda dell’ateneo perugino ha approvato il bilancio consuntivo con un avanzo di amministrazione di 3 milioni e 800 mila euro, superiore di 203 mila euro rispetto a quello del 2010. Il che si traduce, al netto della quota vincolata, in risorse liquide per 740 mila euro. Dopo l’acquisizione dell’ex padiglione di Senologia a parco Santa Margherita (che verrà presto restaurato), inoltre, lo stato patrimoniale dell’ateneo risulta pari a 57 milioni di euro. Non male per una piccola università, con 60 docenti effettivi (che salgono a 120 con gli insegnanti di lingua, di cui 25 saranno assunti per l’estate 2012) e poco più di 8 mila studenti iscritti annualmente di cui l’80% stranieri. In forte aumento quelli orientali, specie cinesi, anche se il 51% sono ancora europei.
Le borse di studio Dei 740 mila euro cash, il cda su proposta del rettore Stefania Giannini ha destinato 300 mila euro per borse di studio destinate a studenti stranieri e 80 mila per il rinnovamento della didattica dei corsi di laurea e il potenziamento dell’internazionalizzazione. «La cifra per le borse di studio – ha spiegato in conferenza stampa Giannini – può tradursi in 545 mensilità, cioè oltre 500 nuovi studenti che dall’estero vengono a studiare lingua e cultura italiana a Perugia». Ogni borsa, infatti, consta di 500 euro mensili allo studente per le spese più la quota di iscrizione al corso e gli oneri accessori (il viaggio è, invece, a carico del vincitore). «Con questa cifra – ha aggiunto Giannini – che si somma ai 150 mila euro già destinati a borse di studio in generale, andiamo a compensare il congelamento del fondo per le borse di studio del ministero degli Esteri. Per noi è un investimento, che decideremo verso quali paesi veicolare».
Investire contro la crisi Quella dell’investimento è, per l’Università per stranieri, una scelta «politica» da molti anni. «In questi tempi difficili, pur in una vigilata e attenta amministrazione, se non si ha il coraggio di investire si rischia il ridimensionamento», sostiene il rettore. Gli investimenti guardano in due direzioni: invogliare gli studenti superando la concorrenza degli altri atenei (con borse di studio, ad esempio) e coinvolgendo il territorio. Partirà a brevissimo, a tal proposito, il progetto «Adotta un talento» insieme a Confindustria Umbria, Confcommercio e Camera di commercio: l’impresa che aderisce paga almeno una borsa di studio l’anno (mille euro) garantendosi la comparsa su sito e social media dell’ateneo e un servizio di consulting per l’internazionalizzazione.
L’immagine di Perugia Chi continua a portare stranieri a Perugia, però, non può ignorare il deterioramento dell’immagine della città a causa dei fatti di cronaca nera che la interessano. «In alcuni paesi come Usa e Gb – dice Giannini – c’è stato un indubbio contraccolpo dopo il caso Meredith. Per ciò che riguarda lo spaccio di droga e i fatti recenti, tuttavia, non ho ragione di pensare che l’immagine della città si sia contaminata all’estero come è successo in Italia, anche per colpa dei media. Il problema comunque esiste e, dunque, che fare? Noi non scarichiamo il problema al Comune ma ci proponiamo come interlocutori: le istituzioni ma soprattutto la città devono riappropriarsi degli spazi del centro storico, portare iniziative e positività per scacciare la negatività. Al sindaco dico: noi ci siamo, sediamo intorno a un tavolo e parliamone».

