di Daniele Bovi
Oltre a quella negli otto Comuni al voto il 10 giugno, c’è un’altra campagna elettorale in corso in Umbria, anche se meno visibile. Nei giorni scorsi infatti il decano dell’Università per stranieri di Perugia, ovvero l’ex rettore nonché ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, ha convocato per il 6 giugno le elezioni attraverso le quali sarà scelto il successore di Giovanni Paciullo, arrivato al termine del suo secondo e ultimo triennio. Le urne saranno aperte dalle 9 alle 18 e a votare saranno tutti i professori di prima e di seconda fascia nonché i ricercatori, i docenti comandati e incaricati a esaurimento, i rappresentanti (il 10 per cento di ogni categoria) dei docenti di lingua italiana, del personale tecnico e amministrativo, dei collaboratori ed esperti linguistici e, infine, due rappresentanti degli studenti.
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Le regole Per centrare l’elezione un candidato dovrà ottenere almeno il 50 per cento più uno dei voti, altrimenti urne di nuovo aperte l’11 giugno; e se neanche questo secondo turno bastasse, il 13 ci sarà un ballottaggio tra i due nomi più votati. L’altra data da segnare è quella del 7 maggio, ultimo giorno per consegnare le candidature, mentre il 24 saranno pubblicati gli elenchi di coloro che potranno votare. A lanciarsi nella corsa potranno essere solo professori di prima fascia a tempo pieno e in grado, particolare non secondario come si vedrà poi, di garantire «un numero di anni di permanenza in servizio almeno pari alla durata del mandato rettorale prima della data di collocazione a riposo». Quanto ai rappresentanti di tutte le categorie citate sopra, saranno scelti nel corso di elezioni che si terranno il 23 maggio.
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I nomi A 20 giorni dal termine ultimo per il deposito delle candidature, a Palazzo Gallenga ci sono nomi caldi e alleanze in via di formazione. Quelli davvero papabili sono tre, a partire da Giovanna Zaganelli, che insegna Critica letteraria e Letteratura comparata, direttore del Dipartimento e alla Stranieri dalla metà degli anni Settanta. A lei, secondo quanto riferiscono dall’Ateneo, dovrebbe andare l’appoggio di Paciullo. In seconda piazza il prorettore Giuliana Grego Bolli, titolare dell’insegnamento di Language testing al corso di laurea frequentato dagli stranieri. Queste le figure ritenute più quotate, anche se c’è chi guarda pure a Roberto Chionne, anche lui un lunghissimo passato a palazzo Gallenga (i primi passi risalgono al 1980), docente di Economia e gestione delle imprese.
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I problemi Tutte persone che terminato l’eventuale triennio dovrebbero andare in pensione, garantendo dunque – osservano a Palazzo – una minore prospettiva rispetto ad altri potenziali candidati. Ecco perché c’è chi ha lanciato l’ipotesi del ‘rettore straniero’, ovvero di una figura in arrivo da altri atenei. La mossa sarebbe consentita dalle norme e permetterebbe anche di uscire dal recinto della Stranieri, portando esperienze maturate altrove. Vada come vada, il vincitore dovrà fare i conti con i problemi che attanagliano la Stranieri – Ateneo che ha sue peculiarità visto che dà vita a corsi di lingua per stranieri e, contemporaneamente, altri simili a quelli di qualsiasi altra università – dai conti (il bilancio di previsione 2018 indica un rosso di 770 mila euro) agli iscritti.
Twitter @DanieleBovi
