Il Dipartimento di Medicina dell'Università di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

«Amare ma prevedibili conseguenze» della contestata riforma della tassazione varata nel 2018. L’Asup, ovvero l’Associazione dei medici specializzandi dell’Università di Perugia, chiama così i numeri ottenuti dall’Ateneo grazie a un’istanza di accesso agli atti (presentata dal presidente del Consiglio degli studenti) attraverso la quale «è emersa – spiegano in una nota – la consistenza dell’extragettito ricavato dall’Università di Perugia: circa 400 euro a medico specializzando, pari a un totale di 172 mila euro che si sommano al quasi milione di euro che già veniva prelevato negli anni passati». In particolare dagli 873 mila euro dell’anno accademico 2016/2017 si è passati al milione e 46 mila euro di quello seguente. La rimodulazione era stata ritenuta iniqua dagli specializzandi che, la scorsa estate, hanno dato vita anche a un volantinaggio.

PERSONALE E STUDENTI ALZANO LA VOCE

I numeri «Di fronte alla totale assenza di fondi per la formazione specialistica in area medica – scrivono -, questa modifica faceva conquistare a Perugia il triste primato di Università pubblica più cara d’Italia per la maggiore quota in fascia massima». Quest’ultimo dato emerge da un focus di Federspecializzandi e, stando ai numeri comunicati dall’Ateneo, ben 209 studenti sono ricaduti nella fascia massima (la quinta), quella in cui si pagano tremila euro all’anno; nella seconda invece, dove si pagano 1.500 euro, ci sono 126 studenti, 37 nella prima (tassa di mille euro), 69 nella terza (duemila euro) e 22 nella quarta (2.500 euro). Un tema, quello delle tasse pagate dagli specializzandi, che insieme a molti altri è stato messo sul tavolo di tutti i candidati rettore giorni fa da personale tecnico e studenti.

LA TERZA MISSIONE DI SANTAMBROGIO

Abbassare le tasse «L’Università – attacca l’Asup – sosteneva che gran parte degli specializzandi ne sarebbe risultata avvantaggiata pagando 1.500 euro invece dei passati duemila euro annui. I dati, come si temeva ed era stato denunciato, hanno smentito anche questa affermazione: quasi la metà degli specializzandi è ricaduta nell’ultima fascia. Inoltre l’Università ha affermato che avrebbe destinato “le eventuali (ma improbabili) maggiori risorse a ulteriore sostegno delle stesse Scuole”». E invece nella prossima seduta del cda dell’Ateneo sono previsti 60 mila euro, «ossia quasi un terzo dell’extragettito derivante dalla nuova tassazione. Alla luce di questi dati – concludono gli specializzandi – ci aspettiamo che vengano rispettate le promesse comunicate pubblicamente dall’Amministrazione: ridistribuzione di tutto l’extragettito alla formazione medica specialistica e rimodulazione più equa della contribuzione di concerto con le rappresentanze studentesche».

Twitter @DanieleBovi

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