sabato 23 marzo - Aggiornato alle 14:34

Università, personale e studenti alzano la voce: «Via la vergogna del voto ponderato e no tax area più ampia»

Presentato ai candidati rettore un dossier in nove punti: «Basta con le promesse, ci aspettiamo risposte precise»

Un momento della conferenza stampa

di Daniele Bovi

Dal sistema elettorale alle tasse, dai ricercatori precari agli specializzandi, dalle relazioni sindacali al job placement e non solo. Personale e studenti dell’Università di Perugia alzano la voce e a una settimana dal 21 marzo, cioè dal giorno entro cui andranno depositate le candidature, mettono sulle scrivanie di tutti i candidati rettore un dossier in nove punti, considerati strategici, sui quali chiedono «risposte precise, dato che di promesse ne abbiamo sentite anche troppe. L’Università è la prima azienda dell’Umbria e vogliamo un cambio di passo». Il dossier, firmato anche dagli specializzandi, è stato presentato mercoledì durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Giuseppina Fagotti e Domenico Maida della Flc Cgil, Lorenzo Gennari dell’Udu-Sinistra universitaria e Giovanni Cinti dell’Adi, l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca.

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Governance e voto Il primo punto riguarda la governance e il sistema di voto per la scelta del nuovo rettore. A oggi la preferenza espressa dagli oltre mille membri del personale tecnico vale un decimo di quella di studenti e professori: «Questa vergogna – dice Fagotti – una vera e propria apartheid, va modificata, e dopo sei anni di discussione col rettore lo statuto non è stato cambiato. C’è una resistenza su questo punto e ci devono dire perché». Il personale poi con la riforma Gelmini è stato tagliato fuori dal cda dell’Ateneo (mentre è ancora presente in Senato), che è il vero organo politico-decisionale: «Prima ne avevamo tre – attaccano – ora nessuno, serve almeno un nostro rappresentante». Non rappresentati neppure assegnisti e specializzandi, i quali non godono neanche di elettorato attivo: «Al futuro rettore chiediamo effettiva partecipazione».

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Studenti e relazioni sindacali C’è poi la questione del Consiglio degli studenti, che a oggi può solo esprimere pareri non vincolanti: «Su materie come la tassazione – dice Gennari – deve avere poteri reali». Giudizio «non pienamente positivo» neppure sulle relazioni sindacali: «C’è stato – dice la Cgil – un progressivo allentamento e deterioramento, perciò chiediamo di dare una vera svolta ripristinando il Protocollo relazioni sindacali», cioè il tavolo annullato dalla precedente amministrazione in cui poter discutere tutte le questioni che attengono il personale. Per quanto riguarda la stabilizzazione dei ricercatori precari, «serve un vero piano di reclutamento – dice Cinti – dato che quello annunciato nelle scorse ore non basta neppure a coprire il turn over, investimenti locali per ricercatori di tipo A e B e programmazione in vista di una stabilizzazione».

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Tasse e job placement Sul fronte della tassazione gli studenti puntano all’innalzamento della no tax area fino a 23 mila euro, un taglio di quelle pagate dagli specializzandi (oggi tra le più alte d’Italia) così da equipararle a quelle degli altri studenti, più progressività e un fondo destinato a chi, per pochi euro, non riesce a ottenere la borsa di studio. C’è poi tutto il tema del job placement, a oggi considerato «inefficiente e inefficace»: gli studenti chiedono un servizio, decentrato tra i vari dipartimenti, in grado di accompagnare lo studente in base a inclinazioni e prospettive, un rafforzamento dei tirocini e la valorizzazione dei dottorandi.

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Aspettiamo risposte Impossibile non parlare anche dell’ormai annosa questione della convenzione tra Università e Regione che riguarda la sanità: dopo quattro anni il protocollo attuativo ancora non c’è, perciò il personale vuole «una presa di posizione chiara», dato che «questa situazione sta provocando gravi conseguenze per il personale». «L’elezione di un rettore – dice Maida – è una importante occasione di discussione democratica dentro l’Ateneo e nel territorio umbro, visto che l’Università è un motore di sviluppo. Ci aspettiamo che i candidati rispondano alle nostre domande e specifichino le modalità con cui intendono realizzare obiettivi per noi assolutamente strategici».

Twitter @DanieleBovi

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