di D.B.
Un’assistenza sanitaria di base garantita non solo, come da un anno a questa parte, a tutti gli studenti italiani fuori sede, ma anche a quelli che arrivano da Paesi Ue e a quelli extracomunitari. A rinnovare, estendendola, l’intesa firmata un anno fa sono stati, giovedì a palazzo Murena, il rettore Franco Moriconi, il pro rettore Fabrizio Figorilli, il professor Federico Rossi, delegato del rettore per i servizi agli studenti, Giuseppe Legato, direttore generale Usl Umbria 1 e Sandro Fratini, direttore generale Usl Umbria 2. Per accedere al servizio gli studenti che arrivano dall’Ue dovranno essere in possesso della Team (la Tessera europea assicurazione malattia), mentre quelli extracomunitari potranno iscriversi al Servizio sanitario nazionale pagando 149 euro, ottenendo così il diritto di accedere a tutte le strutture e i servizi, compreso quello (gratuito) del medico di base.
Rinnovo Il rinnovo della convenzione poi prevede anche prestazioni consultoriali per le ragazze. A testimonianza dell’utilità del servizio vanno citati i numeri che hanno caratterizzato il primo anno di efficacia del documento: i circa 4 mila studenti fuori sede infatti hanno richiesto 800 visite mediche, oltre la metà delle quali (460) tra gennaio e maggio 2015. In meno di 40 casi invece è stato necessario un intervento del medico a domicilio. «Con questi accordi convenzionali – ha detto Federico Rossi – l’Ateneo mette gli studenti fuori sede nelle stesse condizioni di quelli residenti. Scaricando l’apposito modulo dal sito internet Unipg lo studente può scegliere il medico di medicina generale nell’elenco del professionisti disponibili, senza dover rinunciare al proprio medico di famiglia e avendo in Umbria le prestazioni mediche alle stesse condizioni praticate nella città di provenienza». «È un’iniziativa importante – ha spiegato poi Moriconi – che allinea il nostro Ateneo alle altre università italiane. Possiamo garantire questi servizi a tutti i nostri studenti anche nelle sedi distaccate del Polo di Terni, Narni, Foligno, Assisi ed eventualmente anche a nuove sedi come Città di Castello».
Protesta Nelle stesse ore è andata in scena la protesta di alcuni docenti universitari che, come successo in altre 69 facoltà, hanno ‘invaso’ pacificamente i rettorati per chiedere lo sblocco degli scatti stipendiali, fermi dal 2010. «I docenti universitari – spiegano – sono l’unica categoria del pubblico impiego per la quale il blocco degli scatti permane per l’anno 2015, mentre a tante altre categorie (tra gli ultimi i Colleghi del Consiglio Nazionale delle Ricerche) il blocco è stato via via revocato».
L’incontro Una delegazione dei docenti ha incontrato Moriconi consegnando una lettera in cui si chiede al rettore di sostenerli «in un’azione incisiva e concreta a sostegno delle loro richieste in tutte le sedi istituzionali possibili». «I docenti non reclamano nessuna restituzione per il quadriennio 2011-2014, anche per spirito di solidarietà nei riguardi di tutto il pubblico impiego che in tale quadriennio è stato sacrificato insieme a loro, ma chiedono che il quadriennio 2011-2014 sia almeno riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici solo a partire dallo sblocco degli scatti del primo gennaio 2015».
Twitter @DanieleBovi


