di E.B.
Cambio della guardia all’Università degli studi di Perugia. Maurizio Oliviero ha concluso ufficialmente venerdì il suo mandato lasciando la guida dell’Ateneo al suo successore Massimiliano Marianelli. «Voglio riportare al centro le relazioni – ha detto Marianelli – l’università è uno spazio di conoscenza per una restituzione di libertà di ognuno. È il luogo in cui possiamo restituire rapporti e relazioni di pace che facciano crescere la comunità». La cerimonia del passaggio della mazza rettorale, simbolo della continuità istituzionale dell’Ateneo, si è svolta nella mattinata di venerdì nell’Aula magna di palazzo Murena. Un momento in cui tracciare un bilancio degli ultimi sei anni e gettare lo sguardo verso i prossimi sei.
Bilancio Nel suo intervento, l’uscente Oliviero ha ricordato diversi traguardi raggiunti nel corso del suo sessennio, soffermandosi sul senso di comunità accademica costruito in questi anni. «Oggi è una giornata di festa: l’università per me rappresenta il senso della vita, la costruzione di valori – ha detto – un risultato di squadra, ottenuto grazie all’abnegazione di tante persone normalmente invisibili, che operano con dedizione nei loro uffici». Il rettore uscente ha poi evidenziato il ruolo centrale degli studenti: «Il sostegno ai nostri studenti è stato il nostro grande e più importante punto di riferimento». Unico rimpianto, il Covid: «Una cosa che avrei voluto non dover affrontare – spiega Oliviero – sono stati anni sfidanti, ma abbiamo dimostrato la capacità della nostra comunità di rafforzarsi sempre».
VIDEO – LA CERIMONIA E LE PAROLE DI MARIANELLI
Marianelli Accolto da un lungo applauso, Marianelli ha rivolto il suo saluto inaugurale alla comunità universitaria, parlando di emozione e responsabilità: «Il passaggio di consegne non è solo rito, ma segno della vitalità di una comunità che serve il sapere e le persone», ha detto ringraziando Oliviero «per aver guidato l’Ateneo con dedizione e passione in anni complessi». Il nuovo rettore ha posto al centro del suo mandato persone, conoscenza, comunità, relazioni, indicando questi elementi come fondamenta del percorso dei prossimi anni: «Il diritto allo studio è strumento concreto di giustizia, di un’università pubblica che accoglie, accompagna, promuove».
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Pace Nell’intervento, Marianelli ha anche richiamato le radici culturali del territorio: «Siamo la terra di Francesco e di Aldo Capitini, con la volontà di educare alla pace, alla responsabilità, alla libertà e alla speranza». E citando Simone Weil: «“Nella pace si gioca l’umanità degli esseri umani”». Il nuovo rettore ha guardato anche alle prospettive future: «Nel 2028 compiremo 720 anni di storia. Iniziamo insieme, con coraggio ed equilibrio, credendo nella potenza delle relazioni e nella bellezza del futuro».
Delegati Per quanto riguarda la squadra dei delegati, Marianelli promette: «Cercheremo di fare tutto nei primi 10 o 15 giorni, ma è ancora tutto da definire. La prima cosa che farò? Incontrerò le persone, tutte quelle che costituiscono questa comunità studenti, docenti e personale».
Cerimonia Per la cerimonia solo posti in piedi: Aula magna gremita di persone, tra cui anche i rappresentanti delle istituzioni. In prima fila, la sindaca Vittoria Ferdinandi e la presidente della Regione Stefania Proietti, a fianco al presidente della Provincia, Massimiliano Presciutti, consiglieri ed assessori comunali e regionali, il vescovo di Perugia, Ivan Maffeis, e persino ospiti internazionali, come padre Ibrahim Faltas da Gerusalemme. Congratulazioni al nuovo Magnifico arrivano anche da parte della vice presidente della Camera, l’umbra Anna Ascani, deputata del Pd, e dalla presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Sarah Bistocchi. La cerimonia è stata accompagnata dalle voci del Coro dell’Università, diretto dal Maestro Salvatore Silivestro.
