Un nuovo accorto per l’Università per Stranieri di Perugia firmato con l’Università di Makeni, Sierra Leone, che intende sviluppare l’offerta formativa dell’ateneo africano guardando ai temi della sostenibilità, in cui l’ateneo perugino è da tempo impegnato.

L’Università di Makeni è nata quasi vent’anni fa, dopo la “guerra dei diamanti” che ha insanguinato la Sierra Leone. In rappresentanza dell’istituzione accademica si è recato a Perugia il vice-chancellor Joseph A. Turay: «Durante i dodici anni della cosiddetta guerra dei diamanti, nessuno in Sierra Leone è andato a scuola o all’Università – ha spiegato il rappresentante – pertanto il paese si trova oggi a dover compiere uno sforzo importante in termini di progettualità formativa, e può farlo solo guardando agli esempi di buone pratiche».

Grazie al protocollo d’intesa le due università daranno il via ad alcuni progetti di collaborazione, finalizzati in particolare allo sviluppo di due comparti formativi dell’ateneo africano. Ambiti centrali della partnership saranno il supporto, da parte di Unistrapg, all’incremento dello studio della lingua italiana – che l’ateneo africano attiverà a partire dall’anno corrente – anche attraverso l’erogazione di borse di studio per la frequenza al corso di laurea magistrale per diventare docenti d’italiano come lingua straniera.

Il settore formativo legato alla sostenibilità, nelle sue declinazioni sociale, economica e ambientale, rappresenta l’altro focus della collaborazione fra i due atenei. L’Università di Makemi, che conta oggi quasi 5mila studenti distribuiti in sette diverse facoltà, intende infatti ampliare la sua offerta formativa in questo specifico ambito. «Sono gli atenei che devono guidare lo sviluppo di una cultura della sostenibilità e della pace – ha sottolineato il Valerio De Cesaris, rettore dell’Università per Stranieri – e non solamente i governi; poiché il cambiamento si attua mediante progetti educativi».

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