(foto archivio Marta Rosati)

«Investire in termini di risorse e personale, sennò prendere atto del fallimento». Provano a dare la scossa, i sindacalisti Ivano Ceccarini e Andrea Russo, rispettivamente rappresentanti di Fp-Cgil e Fpl-Uil, tornati alla carica dei piccoli Comuni dell’Unione terre dell’olio e del sagrantino che ormai tre anni fa hanno accorpato il servizio di polizia municipale, intorno al quale alcuni sindaci non hanno mancato di stigmatizzare forti criticità.

Sindacati tornano alla carica sul corpo unico di polizia Sul punto i rappresentanti degli agenti di Bevagna, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi scrivono: «Dal 2013 a oggi sono stati richiesti molti sacrifici ai lavoratori che, con totale disponibilità e spirito di servizio, hanno sempre dato il massimo per rispondere alle esigenze di cittadini e Comuni, senza mai tirarsi indietro, nonostante la costante incertezza degli indirizzi politici e la totale assenza di reali investimenti da parte dell’amministrazione abbia non di rado generato problematiche e disservizi». E poi: «Oggi è arrivato il momento delle risposte – scrivono Ceccarini e Russo – la politica locale deve dimostrare di credere nel progetto che con caparbietà ha voluto portare a compimento: investa in termini di risorse e personale sul Corpo Unico oppure, dopo tre anni di inutili tentativi, tragga definitivamente la conclusione che ha fallito, non essendo in grado di gestire questo processo».

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